La sede regionale della Copagri Calabria ha ospitato un seminario di approfondimento intitolato I crediti di carbonio in agricoltura, focalizzato sulle strategie per trasformare la sostenibilità ambientale in una risorsa economica per le aziende del territorio.
L’incontro, presieduto da Francesco Macrì, ha visto la partecipazione della dottoressa Valentina Marrone della startup Alberami, la quale ha illustrato le potenzialità del Carbon Farming. Il presidente Macrì ha sottolineato la necessità di garantire agli operatori il massimo supporto scientifico e tecnico, specialmente in una fase complessa come quella attuale, per permettere alle realtà agricole calabresi di affrontare le sfide del settore con strumenti innovativi.
Le buone pratiche per il sequestro della CO2 nel suolo
Al centro della relazione tecnica sono state poste le metodologie per ottimizzare la cattura del carbonio nei terreni agricoli. Il Carbon Farming si basa su pratiche agronomiche studiate per accelerare la rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera, favorendone il sequestro nella biomassa e nella materia organica del suolo. Tra le tecniche principali figurano l’utilizzo di fertilizzanti organici ad alto contenuto di carbonio e la limitazione delle lavorazioni meccaniche del terreno, interventi che riducono il disturbo del suolo e ne preservano la capacità di stoccaggio.
Questo approccio non solo contribuisce al miglioramento delle condizioni climatiche generali, ma rende i terreni agricoli più fertili, resilienti e pronti a rispondere agli stress ambientali.
Il mercato dei crediti di carbonio e le colture coinvolte
Il sistema dei crediti di carbonio permette agli agricoltori di generare un reddito integrativo basato sul quantitativo di CO2 effettivamente sequestrato. Questi certificati possono essere successivamente acquistati da aziende esterne alla filiera agroalimentare per compensare il proprio impatto ambientale. Il programma coinvolge una vasta gamma di produzioni particolarmente diffuse in Calabria: le colture arboree, come uliveti, agrumeti, mandorli, castagneti e noccioleti, ma anche i vigneti, i seminativi e le aree destinate a prati e pascoli.
L’evento, presentato dal vicepresidente vicario Francesco Barretta e dal vicepresidente Vincenzo Lentini, ha registrato una forte affluenza di produttori provenienti da tutte le province della regione, a conferma del crescente interesse verso modelli di sviluppo che integrino la tutela del suolo con nuove prospettive di guadagno.



