L’esecutivo ha stabilito un ulteriore rinnovo per tre settimane del provvedimento relativo al taglio delle accise sui carburanti, originariamente introdotto il 18 marzo scorso per contrastare i rincari seguiti alle tensioni internazionali. La novità sostanziale di questo secondo rinnovo risiede nella diversificazione dell’intervento tra le diverse tipologie di combustibile. Mentre per il gasolio lo sconto di 24,4 centesimi alla pompa rimane inalterato, per la benzina la riduzione scende a 5 centesimi.
Questa scelta deriva da un’analisi dell’andamento dei prezzi di mercato registrato nelle ultime settimane. La premier Giorgia Meloni, a margine del Consiglio dei ministri, ha spiegato che la decisione riflette una sproporzione evidente tra i rincari subiti dai due prodotti: “La benzina è aumentata mediamente del 6%, il gasolio del 24%. Abbiamo concentrato questa proroga soprattutto sul gasolio, confermando il taglio che era già previsto per il passato, l’abbiamo invece diminuito per quello che riguarda la benzina”. Secondo la presidente del Consiglio, il taglio di 5 centesimi sulla benzina compensa proporzionalmente l’aumento del 6% subito da questo carburante.
Il dibattito sul taglio strutturale e le priorità economiche
Nonostante in passato la premier si fosse espressa favorevolmente rispetto a una riduzione definitiva della pressione fiscale sui carburanti, l’attuale scenario economico sembra imporre cautela. La questione di rendere la misura strutturale si scontra con i costi elevati dell’operazione e con la necessità di indirizzare le risorse pubbliche in modo progressivo.
“Il taglio delle accise costa molto per il beneficio che produce, per paradosso la gran parte delle risorse che spendi vanno ai redditi più alti che a quelli più bassi”, ha precisato Meloni, sottolineando come l’esecutivo preferisca concentrarsi sulle emergenze immediate piuttosto che impegnarsi in interventi permanenti in un contesto di forte incertezza. La premier ha inoltre aggiunto che risulta complesso stabilizzare una misura in uno scenario globale che non presenta ancora caratteristiche di stabilità.
Risorse stanziate e tensioni nel settore dell’autotrasporto
Fino a questo momento, l’operazione di contenimento dei prezzi ha comportato una spesa complessiva superiore a 1.000.000.000 di euro. La copertura finanziaria è stata garantita parzialmente attraverso l’extra gettito Iva derivante proprio dall’aumento dei prezzi alla vendita.
Resta aperto il fronte con il settore dell’autotrasporto, che ha annunciato una mobilitazione tra il 25 e il 19 maggio. Per disinnescare lo sciopero, è previsto l’avvio di un tavolo di confronto tra le rappresentanze di categoria e il governo. Tra gli obiettivi primari dell’esecutivo figura la ricerca di soluzioni in ambito europeo per sbloccare fondi destinati al sostegno del credito d’imposta per le imprese di trasporto.



