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Difesa dei fruttivendoli a Cosenza, l’appello di Vincenzo Granata contro il rincaro del canone unico

L’aggiornamento delle tariffe del canone unico patrimoniale, approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 24 febbraio 2026, ha sollevato preoccupazioni riguardo alla sostenibilità economica delle piccole attività commerciali di prossimità. Vincenzo Granata, ex consigliere comunale, interviene sulla questione sottolineando come le nuove disposizioni fiscali rischino di colpire duramente i banchi ortofrutticoli e le pescherie che rappresentano un tassello fondamentale del tessuto urbano cosentino.

Il valore sociale delle attività di prossimità

Secondo Granata, le piccole realtà che espongono i propri prodotti su suolo pubblico non devono essere considerate come una problematica amministrativa da gestire, bensì come una tradizione commerciale da preservare. Queste attività svolgono una funzione che va oltre la semplice compravendita, fungendo da veri e propri punti di riferimento per le famiglie e, in particolare, per la popolazione anziana. La loro presenza garantisce vivibilità e sicurezza nelle strade, impedendo che i quartieri perdano la loro identità umana e sociale.

Il timore espresso dall’ex consigliere riguarda la trasformazione di questi presìdi in zone d’ombra a causa di una pressione fiscale che non terrebbe conto del contesto economico attuale. L’aumento dei costi energetici, dei trasporti e degli approvvigionamenti ha già messo a dura prova i bilanci di questi operatori, ora stretti tra i rincari e la competizione della grande distribuzione organizzata.

La richiesta di un tavolo di confronto

L’appello rivolto all’amministrazione comunale è quello di non limitarsi a un approccio esclusivamente fiscale, ma di adottare criteri di maggiore equità. La proposta prevede l’apertura immediata di un tavolo tecnico con le associazioni di categoria per discutere correttivi che valorizzino la storicità e la funzione sociale dei piccoli commercianti.

Granata ha ribadito la necessità di un equilibrio tra il rigore normativo e il buon senso, dichiarando: “Difendere i fruttivendoli non significa chiedere privilegi, ma riconoscere il loro ruolo economico e sociale”. L’obiettivo finale resta quello di garantire regole giuste che permettano a chi contribuisce quotidianamente alla vitalità di Cosenza di continuare a operare senza essere penalizzato da scelte burocratiche prive di una visione lungimirante.