Giacomo Mancini, esponente della direzione del Partito Democratico in Calabria e già parlamentare socialista, interviene con fermezza sulla recente misura di pace fiscale presentata dal sindaco di Cosenza. Secondo l’esponente dem, il provvedimento non rappresenta un reale beneficio per la cittadinanza, bensì la conferma di un meccanismo burocratico che ha mostrato diverse lacune nel tempo.
Le criticità del sistema attuale e le sanzioni automatiche
L’analisi di Mancini si sofferma sulla gestione della riscossione, definendo l’attuale situazione come una gestione problematica che non tutela il contribuente. La critica riguarda in particolare l’invio massivo di cartelle esattoriali senza una verifica preventiva e la persistenza di disservizi legati a specifici servizi comunali.
Quella presentata da Caruso non è una pace fiscale per i cittadini, ma una resa al sistema di riscossione che ha prodotto i problemi, dichiara Mancini. L’esponente politico cita esempi concreti, definendo tassa sulla memoria le richieste di pagamento per esumazioni effettuate dopo 30 anni e stigmatizzando le sanzioni automatiche sulle revisioni delle caldaie applicate senza un reale contraddittorio. Secondo Mancini, il modello attuale non modifica il rapporto con la cittadinanza, mantenendo invariati attori e modalità d’azione.
La proposta dello Statuto del contribuente
Il fulcro della posizione di Mancini risiede nella necessità di invertire il paradigma attuale, dove il cittadino si trova spesso a doversi difendere dall’istituzione comunale. L’obiettivo proposto è quello di un Comune che si ponga a difesa dell’amministrato, garantendo equità e correttezza nelle procedure di riscossione.
A Cosenza accade una cosa inaccettabile: il cittadino deve difendersi dal Comune. Noi vogliamo ribaltare questo schema: deve essere il Comune a difendere il cittadino, afferma Mancini, introducendo la proposta di uno Statuto del contribuente basato su pilastri operativi. Il piano prevede lo stop agli invii massivi, l’obbligo di contraddittorio preventivo, l’autotutela entro 30 giorni e un controllo rigoroso sul concessionario, con penali in caso di errori.
Equità contro logica di cassa
La conclusione dell’intervento sottolinea la differenza tra la ricerca di entrate immediate e la costruzione di un sistema fiscale locale che sia sostenibile e rispettoso delle difficoltà dei singoli. La strategia suggerita punta a colpire i grandi evasori senza gravare su chi versa in condizioni di fragilità economica.
Il Comune non deve fare cassa sulla confusione. Deve chiedere il giusto, nel modo giusto, conclude l’esponente del Pd. Mancini ribadisce che il punto centrale non è la concessione di sconti, ma la certezza che le somme richieste siano effettivamente dovute. In questo scenario, la contrapposizione politica si gioca sulla natura stessa del prelievo: da una parte la richiesta di pagamento di Caruso, dall’altra la ricerca di un sistema equo e giusto.



