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Amore o pericolo?: alla Fondazione Lanzino i segnali spia per fermare la violenza

In un contesto nazionale segnato da un femminicidio ogni tre giorni e un aumento delle denunce in Calabria, la prevenzione si sposta sul piano della consapevolezza operativa. Il 5 maggio alle 16:00, la città di Rende ospita l’incontro dal titolo “Amore o Pericolo? Riconoscere i segnali-spia per trasformare l’amore da trappola a libertà”. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con la Fondazione Roberta Lanzino, realtà impegnata dal 1989 nel contrasto alla violenza su donne e minori.

L’incontro si inserisce all’interno del tour Cambiamenti e mira a fornire strumenti pratici per identificare le dinamiche di possesso prima che degenerino in tragedia. Maria Cristina Nardone, ideatrice del Modello di Counsel Coaching Strategico, sottolinea come la violenza non sia un fenomeno improvviso, ma un processo che inizia in modo camaleontico, spesso mascherato da attenzioni eccessive o premure asfissianti.

Gli otto segnali per riconoscere la trappola

Durante i lavori vengono analizzati i fattori critici che indicano il superamento del confine di sicurezza in una relazione. Tra questi emerge il controllo asfissiante, dove la gelosia diventa uno strumento per limitare la libertà sociale e professionale del partner. Un altro indicatore rilevante è l’autolimitazione per paura, che si manifesta quando una persona rinuncia a scelte quotidiane, come un abito o un’uscita con amici, per evitare conflitti o interrogatori.

La svalutazione identitaria rappresenta un ulteriore campanello d’allarme, distinguendosi dalle critiche costruttive perché colpisce direttamente l’essenza della persona con frasi denigratorie. Infine, la deresponsabilizzazione chiude il cerchio della manipolazione: il partner pericoloso tende a ribaltare la colpa delle proprie azioni sulla vittima, sostenendo di essere stato costretto a determinati comportamenti.

Amore strategico e benessere psicologico

L’incontro offre anche un’anteprima dei temi trattati nel volume Amore Strategico, edito da Mind Edizioni e scritto da Maria Cristina Nardone insieme a Martina Marino e Giuseppe Galeota. Il testo si propone come un manuale di autodifesa emotiva, focalizzato sulla protezione della propria integrità piuttosto che sul tentativo di salvare relazioni ormai compromesse.

Il percorso del tour prosegue l’8 maggio a Cosenza, presso la Fondazione Le Idee di Chicco, con una conferenza dedicata al disagio giovanile e alle strategie per il benessere psicologico in tempi rapidi. Questa tappa, nata in memoria dello psicologo Francesco Occhiuto, punta ad abbattere lo stigma sulla salute mentale. Il tour Cambiamenti proseguirà fino al 10 maggio toccando diverse località tra cui Crotone e Scalea, affrontando temi che spaziano dal burnout professionale alla crisi d’impresa.

«Dobbiamo imparare a distinguere tra un amore sano, che bilancia unione e autonomia, e il possesso, che riduce il partner a un oggetto» dichiara Maria Cristina Nardone, ribadendo che chiedere aiuto rappresenta il primo passo di una strategia vincente per riappropriarsi della propria libertà.