Il calendario della mobilitazione sindacale trasforma il mese di maggio in un percorso a ostacoli per cittadini e viaggiatori, con una concentrazione di agitazioni che promette di bloccare i servizi essenziali. La settimana compresa tra il 4 e l’11 maggio si delinea come il momento più critico di questa stagione di proteste, inaugurata già il 1° maggio dai Cobas e Usi Cit.
L’istruzione incrocia le braccia
Il primo vero banco di prova si materializza nelle giornate del 6 e 7 maggio. Sei diverse sigle sindacali hanno indetto scioperi nazionali che colpiscono ogni ordine di scuola, dai dirigenti al personale Ata. L’obiettivo principale della protesta è il boicottaggio delle prove Invalsi nella scuola primaria; i sindacati mirano a paralizzare la somministrazione, la correzione e la tabulazione dei test per contestare un sistema di valutazione ritenuto eccessivamente standardizzato e privo di valore pedagogico.
Oltre alla critica didattica, la mobilitazione poggia su basi economiche e strutturali profonde. I rappresentanti dei lavoratori denunciano un “contratto-miseria” con aumenti del 6% a fronte di un’inflazione del 14,8%, calcolando una perdita del potere d’acquisto vicina al 30%. Le richieste includono la stabilizzazione immediata dei precari, il blocco della riforma degli istituti tecnici e una revisione complessiva del reclutamento. La coda della protesta scolastica toccherà anche la Capitale il 12 maggio, coinvolgendo asili nido e scuole dell’infanzia convenzionate.
Lunedì nero per il trasporto aereo
L’attenzione si sposta poi verso gli aeroporti per la giornata di lunedì 11 maggio. Il personale di EasyJet osserverà uno stop dalle 10 alle 18, ma l’effetto domino sarà amplificato da una serie di scioperi locali che interesseranno i servizi di handling, la sicurezza e il controllo del traffico aereo.
La mappa dei disagi copre l’intero territorio nazionale: sono attese criticità per il personale Enav a Roma e Napoli, mentre a Fiumicino si fermeranno gli addetti alla sicurezza. Tensioni analoghe sono previste a Cagliari e presso lo scalo Falcone Borsellino di Palermo. Nel periodo intermedio tra le grandi mobilitazioni, non mancheranno interruzioni minori ma capillari nel settore ferroviario e nel trasporto pubblico locale, con disagi già confermati in città come Trento e Potenza.



