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Scuole chiuse a Cosenza per il Giro d’Italia, Arnoni: «Decisione ingiustificata e dannosa»

Il provvedimento dell’amministrazione comunale di Cosenza che dispone la sospensione delle attività didattiche in tutti gli istituti cittadini per il prossimo 12 maggio, in concomitanza con il passaggio della storica competizione ciclistica, ha sollevato forti polemiche.

La scelta di chiudere scuole di ogni ordine e grado per l’intera giornata è stata giudicata una misura sproporzionata rispetto all’entità dell’evento, specialmente considerando che il transito dei ciclisti nel capoluogo è previsto intorno alle ore 17.00.

Le ragioni della protesta e i disagi per le famiglie

L’interruzione delle lezioni si inserisce in un anno scolastico già segnato da numerose sospensioni dovute ad allerta meteo, emergenze idriche e altre criticità organizzative. L’aggiunta di un ulteriore fermo a ridosso della conclusione del calendario scolastico viene percepita come una scelta ingiustificata che non tiene conto delle necessità organizzative dei genitori lavoratori, costretti a trovare soluzioni alternative per la gestione dei figli.

Michele Arnoni, esponente di Fratelli d’Italia Cosenza, ha espresso una netta contrarietà alla decisione: «La decisione dell’amministrazione comunale di Cosenza di disporre la chiusura di tutti gli istituti scolastici della città rappresenta a nostro avviso una scelta che testimonia plasticamente l’incapacità di gestire eventi senza creare disagi alle famiglie». Secondo l’esponente politico, l’impatto della corsa sul territorio cittadino durerebbe solo pochi minuti e interesserebbe un tragitto limitato, rendendo eccessivo il blocco totale delle attività educative per ventiquattro ore.

Confronto con altre realtà e possibili alternative

L’analisi del provvedimento mette in luce come in altre città italiane toccate dal Giro d’Italia si tenda a preferire soluzioni meno drastiche. Spesso vengono adottate modifiche mirate alla viabilità o variazioni d’orario circoscritte agli edifici scolastici situati lungo il percorso della gara, evitando di paralizzare l’intero sistema cittadino.

«In quasi tutte le città italiane attraversate dal Giro, non si ricorre ad una simile drastica misura», ha aggiunto Arnoni, sottolineando come altrove si adottino soluzioni come uscite anticipate o chiusure parziali. La richiesta rivolta a Palazzo dei Bruzi è quella di una revoca immediata dell’ordinanza per individuare percorsi alternativi che tutelino il diritto allo studio e riducano il carico di difficoltà sulle famiglie cosentine.