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L’incompiuta della Sila-Mare tra promesse e ritardi: “Cento milioni bruciati in 35 anni”

La vicenda della strada statale Sila-Mare continua a rappresentare una ferita aperta per il territorio calabrese. Al centro della disputa si trova il viadotto Ortiano II, un’opera consegnata nel 2016 e crollata poco dopo, la cui ricostruzione è attualmente segnata da slittamenti del cronoprogramma.

Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde/AVS, definisce la situazione un insulto alla dignità dei cittadini, ricordando come le indagini della Procura di Castrovillari abbiano evidenziato gravi irregolarità nella fase progettuale originaria.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta chiusa a maggio 2025, il numero di micropali previsti per le fondazioni sarebbe stato drasticamente ridotto rispetto al progetto iniziale, passando da 32 a 15. Questa modifica avrebbe compromesso la stabilità della struttura davanti al rischio di erosione dell’alveo. La Corte dei Conti ha inoltre contestato un danno erariale superiore a 4 milioni di euro, evidenziando uno spreco di risorse pubbliche utilizzate prima per una costruzione difettosa e poi per i necessari lavori di ripristino.

Il miraggio del completamento e la mancanza di fondi

Il progetto complessivo della Sila-Mare, avviato nel 1990, ha già comportato una spesa superiore a 100 milioni di euro. Nonostante gli investimenti decennali, mancano ancora 10 chilometri fondamentali per collegare l’arteria alla Statale 106 e, di conseguenza, alla zona costiera. Sebbene il primo stralcio del V Lotto relativo al ponte di Cropalati risulti finanziato, il secondo tratto che riguarda la riqualificazione della SS531 è ancora in attesa di copertura economica.

Senza questo collegamento finale, l’intera opera rischia di rimanere un’incompiuta priva di utilità pratica per la comunità di Longobucco, costretta a tempi di percorrenza estremamente dilatati su percorsi alternativi disagevoli. Le scadenze per la fine dei lavori del viadotto Ortiano II sono state ripetutamente posticipate: l’ultima previsione indica luglio 2026, ma il clima di scetticismo resta elevato.

Critiche alla gestione regionale e richieste di trasparenza

La politica delle inaugurazioni parziali è finita nel mirino delle opposizioni. Giuseppe Campana ha duramente criticato il taglio del nastro avvenuto a marzo 2025 per un segmento di 5,5 chilometri tra Bivio del Destro e Cropalati, definendolo un’operazione di propaganda. «Inaugurare un segmento di strada che non arriva da nessuna parte, mentre il ponte che la completa è a pezzi e il tratto finale è senza fondi, non è un risultato ma becera propaganda», ha affermato il portavoce di Europa Verde.

Le richieste indirizzate alla Regione Calabria riguardano un impegno formale sulla scadenza di luglio per il viadotto e lo stanziamento immediato dei fondi Fsc per il completamento della SS531. Viene inoltre sollecitata un’audizione pubblica in Consiglio regionale che coinvolga Anas e le amministrazioni locali per fare chiarezza definitiva sullo stato dell’asse viario. Il timore espresso riguarda la capacità di gestione delle grandi infrastrutture: se non si riesce a concludere un’opera attesa da decenni, il dubbio ricade inevitabilmente anche sui progetti più ambiziosi previsti per il futuro della regione.