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Smantellamento della tendopoli di San Ferdinando: la replica dell’amministrazione alle critiche

Le recenti manifestazioni di preoccupazione espresse da organizzazioni del terzo settore, sindacati e nuovi coordinamenti territoriali riguardo all’imminente chiusura della baraccopoli di San Ferdinando hanno suscitato stupore e rammarico tra i rappresentanti del comune. Le richieste di incontri urgenti per definire soluzioni condivise appaiono, agli occhi della giunta, tardive rispetto a un percorso di pianificazione che dura da anni.

Secondo l’Amministrazione Comunale, il superamento di quella che viene definita una rappresentazione del dolore e della disumanità dovrebbe essere accolto con sollievo anziché con timore. La fine della tendopoli segna la conclusione di una vicenda cronica, lontana da ogni standard di accettabilità, raggiunta dopo un faticoso lavoro di coordinamento istituzionale.

Un percorso di concertazione consolidato

Le autorità locali sottolineano come le critiche rivolte alla Prefettura di Reggio Calabria risultino difficilmente comprensibili, considerando il dialogo costante mantenuto attraverso organismi come il Tavolo permanente anti-caporalato e il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione. Questi spazi di confronto vedono già la partecipazione attiva del terzo settore, dei sindacati e di enti internazionali come l’OIM.

Il piano d’azione attuale è il risultato di una progettazione iniziata nel 2022, progressivamente affinata proprio grazie ai feedback ricevuti dai vari attori coinvolti. Il sindaco di San Ferdinando ha sottolineato la portata eccezionale della collaborazione attuale tra Governo, Regione, Prefettura e autorità sanitarie.

In questo momento storico assistiamo a una convergenza istituzionale e a un coordinamento tra molteplici attori che ritengo senza precedenti: Governo, Regione, Prefettura, ASP, Comuni e Terzo Settore sono impegnati per il definitivo superamento del ghetto, grazie a una lunga fase di elaborazione progettuale concepita fin dal 2022 e in seguito affinata e migliorata proprio grazie alle osservazoini e ai feedbak ricevuti.

Verso un nuovo modello di accoglienza

L’architettura del piano non si limita alla rimozione delle strutture precarie, ma punta su un nuovo concetto di servizi basato sulla sinergia tra pubblico e privato. Tra le iniziative già operative figurano il Polo Sociale Integrato, attivo anche nei comuni di Taurianova e Rosarno, e i nuovi avvisi per il Social Housing pubblicati nell’ambito del progetto FAMI Su.Pr.Eme 2.

Un ruolo centrale è ricoperto dal Centro Salute Migranti della Caritas di San Ferdinando che, in collaborazione con INMP e ASP, ha effettuato un censimento dettagliato delle fragilità per garantire soluzioni stabili ai soggetti con vulnerabilità sanitarie. L’amministrazione ribadisce la volontà di procedere secondo il cronoprogramma stabilito, invitando alla collaborazione chiunque intenda contribuire alla trasformazione di un luogo di marginalità in una comunità fondata sul lavoro etico e sulla dignità umana.