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Hantavirus, la Regione emana la circolare d’urgenza: ospedali di Catanzaro in prima linea per i test

Il sistema sanitario regionale della Calabria ha avviato un monitoraggio rigoroso in seguito alla segnalazione di un potenziale contatto con il virus Andes. Al centro della vicenda si trova un marittimo di 25 anni, residente a Villa San Giovanni, attualmente in isolamento fiduciario presso l’abitazione dei genitori. Il giovane era a bordo del volo KLM Johannesburg-Amsterdam lo scorso 25 aprile, lo stesso velivolo su cui ha viaggiato, seppur per un breve lasso di tempo, una donna precedentemente imbarcata sulla nave MV Hondius e deceduta in Sudafrica dopo aver contratto l’infezione.

Il protocollo di isolamento e la circolare regionale

Nonostante il giovane sia attualmente asintomatico e in buone condizioni di salute, le autorità sanitarie hanno stabilito un periodo di osservazione di 42 giorni, corrispondente alla finestra massima di incubazione del virus indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il monitoraggio prevede la misurazione della temperatura corporea due volte al giorno e il costante contatto con i servizi di prevenzione.

La Regione Calabria ha risposto prontamente con una circolare urgente emanata il 10 maggio 2026 dal Dipartimento Salute e Servizi Sanitari. Il documento, inviato a tutte le Aziende sanitarie provinciali e ospedaliere, recepisce le direttive del Ministero della Salute del 5 maggio e mira a rafforzare la sorveglianza epidemiologica su tutto il territorio. Nella nota viene specificato che il marittimo calabrese non occupava posti in prossimità del caso indice durante il volo, elemento che riduce sensibilmente le probabilità di contagio.

Procedure cliniche e preparazione degli ospedali a Catanzaro

Le misure di prevenzione coinvolgono attivamente i principali poli sanitari della regione. A Catanzaro, il Policlinico Universitario Mater Domini e l’azienda Pugliese-Ciaccio hanno già predisposto percorsi dedicati. Il reparto di microbiologia del Policlinico è pronto per l’eventuale esecuzione di test diagnostici, quali la ricerca di anticorpi IgM o l’analisi RT-PCR per l’individuazione dell’RNA virale, mentre al Pugliese-Ciaccio sono state identificate stanze di isolamento per gestire eventuali casi sospetti.

Il protocollo definisce come caso sospetto chiunque presenti febbre superiore a 38 gradi, dolori muscolari, cefalea o disturbi gastrointestinali, qualora vi sia stato un contatto con i passeggeri della MV Hondius nelle sei settimane precedenti. In tali circostanze, è previsto l’immediato isolamento del paziente e l’adozione di dispositivi di protezione individuale avanzati per il personale sanitario, inclusi respiratori FFP2 o FFP3 e camici idrorepellenti.

Valutazione del rischio e modalità di trasmissione

Sebbene il virus Andes sia l’unico hantavirus per il quale è documentata la possibilità di trasmissione da uomo a uomo, l’Organizzazione mondiale della sanità ritiene il rischio per la popolazione generale estremamente basso. Il contagio avviene solitamente tramite il contatto con secrezioni di roditori infetti e la trasmissione interumana rimane un evento raro, legato a contatti molto stretti e prolungati con soggetti già sintomatici.

Attualmente non sono disponibili vaccini o terapie antivirali specifiche; il trattamento si concentra sul supporto delle funzioni vitali e sul monitoraggio intensivo. Le autorità sanitarie invitano chiunque sospetti un contatto e manifesti sintomi a consultare telefonicamente il proprio medico di medicina generale o i dipartimenti di prevenzione, evitando l’accesso diretto ai pronto soccorso per prevenire possibili catene di contagio.