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Allerta Hantavirus: il Ministero vara il nuovo protocollo di sicurezza

Il Ministero della Salute ha diffuso una nuova circolare, a firma del ministro Schillaci, per fare chiarezza sulle procedure da adottare di fronte a potenziali contagi da Hantavirus. Il documento, inviato alle amministrazioni regionali, traccia una linea guida dettagliata sulle misure di contenimento e sui percorsi diagnostici che il personale sanitario è tenuto a seguire rigorosamente.

Le direttive richiamano inevitabilmente alla memoria i protocolli anti-Covid, reintroducendo l’uso stringente di dispositivi di protezione e precise barriere biologiche.

Le prime misure di protezione e isolamento

Secondo quanto stabilito dal Viminale della Salute, il primo passo spetta ai medici, i quali devono istruire immediatamente il soggetto con sintomi sospetti. L’iter iniziale prevede:

  • Igiene e barriere: Invitare il paziente a igienizzare le mani (tramite lavaggio con acqua e sapone o l’uso di soluzioni idroalcoliche) e dotarlo subito di guanti monouso e di una maschera protettiva FFP2 (sostituibile con una comune mascherina chirurgica solo in caso di indisponibilità).

  • Informazione e blocco: Spiegare all’assistito i motivi delle precauzioni e disporne l’isolamento immediato nella stessa stanza in cui si trova al momento della visita.

Diagnostica e gestione dei campioni

Qualora il quadro clinico sia suggestivo dell’infezione, scatta la fase di screening: i sanitari devono effettuare i prelievi biologici e spedirli tempestivamente ai laboratori specificamente designati dalle singole Regioni o Province Autonome per la validazione del test.

Ricoveri e trasferimenti protetti

Per i soggetti la cui positività all’Hantavirus viene accertata, il protocollo prevede il ricovero blindato:

I pazienti dovranno essere ospitati esclusivamente in reparti ospedalieri attrezzati con sistemi di biocontenimento idonei alla classificazione di rischio di questo specifico agente biologico.

Se il territorio regionale di riferimento dovesse risultare sprovvisto di strutture adeguate, il malato andrà trasferito presso il centro di eccellenza nazionale, l’Istituto Spallanzani di Roma. Qualora si rendesse necessario lo spostamento del paziente verso i reparti di Malattie Infettive, le linee guida impongono l’attivazione della rete del 118 per garantire un trasporto in totale sicurezza.