Focus sui ritardi del cantiere e la mancata trasparenza dell’Asp di Cosenza
Il Pronto soccorso dell’ospedale “Ferrari” di Castrovillari continua a rimanere un cantiere aperto a tempo indeterminato, generando pesanti disagi per l’assistenza sanitaria nell’intera area del Pollino. La denuncia arriva direttamente dal consigliere regionale e segretario questore del Consiglio regionale della Calabria, Ferdinando Laghi, il quale ha segnalato anche un prolungato silenzio da parte dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza rispetto alle richieste ufficiali di chiarimenti.
La struttura d’emergenza si trova da oltre un anno in una sistemazione provvisoria e ridotta, mentre i lavori di ristrutturazione procedono senza una data di conclusione certa. A questa situazione si aggiunge la storica carenza di organico che colpisce il presidio ospedaliero, unico spoke di riferimento per il territorio circostante.
La denuncia del consigliere regionale Ferdinando Laghi
Ferdinando Laghi ha evidenziato la gravità dello stato in cui versa la struttura di primo soccorso, sottolineando la mancanza di elementi essenziali per la piena operatività del reparto.
«Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Castrovillari è un cantiere aperto da troppo tempo. Ad oggi non è dato sapere quale sia nel dettaglio lo stato di completamento delle opere progettate, mancano gli arredi, mancano attrezzature fondamentali e, soprattutto, non si hanno notizie di adeguamento dell’organico sanitario. A tutto questo fa da contraltare il silenzio ingiustificabile dell’Asp di Cosenza ad ogni richiesta di chiarimenti».
Il segretario questore ha poi richiamato l’attenzione sulle difficoltà strutturali del “Ferrari”, che compromettono l’efficienza complessiva dei servizi sanitari per la popolazione locale.
«Questa situazione va ad aggravare una situazione non certo confortante per i cittadini che necessitino di cure urgenti. Il presidio di Castrovillari, peraltro, soffre da anni di una cronica carenza di personale a tutti i livelli, dai primari ai dirigenti medici, dagli infermieri agli operatori socio sanitari (OSS), al personale amministrativo, cosa che mette a dura prova l’efficienza di diversi reparti e servizi. Eppure il “Ferrari” è l’unico punto di riferimento sanitario, come spoke, per l’intera area del Pollino. In questo scenario non possiamo permetterci un Pronto soccorso ricollocato da troppo tempo in spazi angusti e disagevoli, per via di un cantiere di cui nessuno conosce i tempi».
Il percorso della richiesta di accesso agli atti
Di fronte all’assenza di informazioni pubbliche sulle tempistiche del cantiere, sono stati tentati diversi passaggi istituzionali per ottenere i documenti relativi al cronoprogramma dei lavori, a partire dall’inizio dell’anno.
«Per questi motivi ho presentato la prima richiesta di accesso agli atti il 28 gennaio 2026, nell’esercizio delle funzioni ispettive di consigliere regionale. Ho chiesto di sapere quali siano i termini del cronoprogramma dei lavori, notizie su eventuali differimenti e la data di conclusione. L’Asp non mi ha risposto. Ho sollecitato il 12 febbraio. Poi il 24 marzo. Il 20 aprile ho reiterato la richiesta, invocando espressamente la norma che obbliga le pubbliche amministrazioni a rispondere entro i termini di legge. In tutta risposta ho ricevuto quattro mesi di silenzi su una questione vitale per la salute di migliaia di persone».
Segnalazione alle autorità e interrogazione alla Giunta
La prolungata mancanza di risposte ha spinto il consigliere regionale a investire della vicenda gli organi di controllo e la magistratura contabile, oltre a interpellare formalmente l’esecutivo regionale guidato dal presidente della Regione.
«Sono stato, quindi, costretto a formalizzare un esposto alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, all’Autorità Nazionale Anticorruzione e alla Procura regionale della Corte dei Conti, mettendo in conoscenza il presidente della Regione. Ho anche depositato un’interrogazione alla Giunta per sapere quali provvedimenti, anche urgenti, intenda assumere su un cantiere dalla tempistica misteriosa e su un pronto soccorso provvisorio da oltre un anno».
L’iniziativa punta a fare chiarezza sulla gestione dell’appalto e sul rispetto delle prerogative ispettive legate al mandato istituzionale.
«Se l’Asp di Cosenza non è in grado di rispondere a un consigliere regionale che chiede atti nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali impedisce di fatto l’esercizio del mandato che i cittadini mi hanno conferito. Saranno le autorità competenti ad accertare quello che l’azienda non ha voluto dire».



