L’intricata trattativa per la cessione del Cosenza Calcio travalica i confini dei palazzi dello sport e investe direttamente le istituzioni cittadine, aprendo un fronte di forte preoccupazione nel panorama politico locale.
Al centro del dibattito vi sono le ore decisive che la comunità rossoblù sta vivendo, segnate da indiscrezioni secondo cui la definizione del passaggio di quote sarebbe tuttora vincolata alla produzione di ulteriore documentazione da parte dell’attuale management. Uno stallo burocratico che, secondo i rappresentanti della minoranza consiliare, rischia di tramutarsi nell’ennesimo e inaccettabile rinvio a danno di una piazza che esige trasparenza, tempi certi e risposte immediate.
Il clima di incertezza alimenta la tensione tra i sostenitori, provati da anni di gestione societaria controversa. Su questo aspetto, i consiglieri di opposizione esprimono una posizione netta: «La città non può più sopportare attese indefinite, passaggi opachi e nuove illusioni. La tifoseria vive queste ore con comprensibile apprensione, dopo anni segnati da una frattura profonda tra l’attuale proprietà e una comunità che si sente mortificata nella propria identità sportiva, nella propria passione e nel proprio senso di appartenenza».
Il valore sociale del club e il legame con la comunità
Il possibile cambio al vertice del Cosenza Calcio non viene più configurato come una semplice transazione economico-finanziaria tra privati, ma assume i tratti di una vera e propria svolta sociale per il capoluogo bruzio. La stragrande maggioranza della cittadinanza percepisce infatti l’eventuale addio dell’attuale presidenza come l’inizio di un percorso di liberazione, indispensabile per ricostruire il tessuto dell’entusiasmo e della fiducia attorno alla squadra. Le frizioni accumulate nel tempo hanno svuotato gli spalti dello stadio e consolidato un diffuso scetticismo che la politica locale intende combattere rivendicando la funzione pubblica del calcio cittadino.
I firmatari della nota congiunta pongono l’accento sulla centralità del tifo organizzato e del patrimonio storico rappresentato dai colori rossoblù, sottolineando che: “Non si può continuare a trattare il Cosenza Calcio come un fatto privato, separato dalla storia e dal sentimento di una città. La squadra appartiene alla sua gente, ai suoi tifosi, alla memoria collettiva di una comunità che in quei colori riconosce una parte della propria identità”.
La richiesta di blocco dello stadio e la responsabilità per la piazza
Di fronte a questo scenario, la minoranza consiliare ha deciso di passare dalle parole ai fatti, richiamando ufficialmente l’indirizzo politico già discusso all’interno del Consiglio comunale. L’invito formale è rivolto direttamente al sindaco di Cosenza affinché congeli il rilascio del nulla osta per l’utilizzo dello stadio comunale all’attuale compagine societaria, qualora non emergano novità sostanziali e tangibili sul fronte della vendita. Un autoproclamato cordone di vigilanza istituzionale pronto a tradursi in azioni concrete nelle sedi opportune.
La linea dell’opposizione non ammette deroghe o strategie attendiste: “Su questo punto saremo fermi e vigili. Se la trattativa dovesse rivelarsi un espediente per guadagnare tempo e alimentar aspettative senza sbocchi concreti, faremo tutto quanto rientra nelle nostre possibilità istituzionali affinché venga confermato l’impegno assunto in Consiglio comunale: nessuna concessione dello stadio all’attuale proprietà senza un cambiamento reale della situazione societaria”.
La preoccupazione dei consiglieri guarda anche alla grande manifestazione di protesta indetta dalle tifoserie organizzate per la giornata di venerdì 29, un evento che richiede la massima responsabilità da parte di tutti gli attori in gioco per salvaguardare l’ordine pubblico ed evitare strappi definitivi. L’appello finale dei gruppi di opposizione, siglato dai consiglieri Francesco Caruso, Francesco Cito, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Francesco Luberto, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro, suona come un ultimo avviso ai naviganti: “Chi oggi ha in mano il destino del Cosenza Calcio scelga la via della chiarezza. La città chiede una soluzione rapida, trasparente e definitiva. Cosenza non può restare ostaggio di rinvii, tatticismi e ambiguità. Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare questa richiesta e di difendere la dignità sportiva di un’intera comunità”.



