Una ferita profonda ha colpito la comunità di Focà, frazione del comune di Caulonia, dove sette cani sono stati uccisi per avvelenamento. Tra le vittime figurano una madre con i suoi cuccioli e Pasquale, un cane di quartiere benvoluto e accudito da tutti i residenti. L’episodio ha suscitato profonda indignazione tra gli abitanti, abituati a convivere pacificamente con gli animali della zona, e ha richiamato l’attenzione delle istituzioni locali sulla necessità di interventi strutturali.
La reazione istituzionale e la denuncia della crudeltà
Il vicesindaco e assessore alla cultura del comune di Caulonia, Giovanni Maiolo, ha espresso una ferma condanna nei confronti del gesto, definendolo un atto di una crudeltà inaccettabile e vigliacco che colpisce chi non può difendersi e tradisce ogni principio di civiltà. Maiolo ha sottolineato come la cura degli animali vulnerabili fosse un tratto distintivo della comunità locale, ora colpita da un’azione deliberata e violenta.
Il vicesindaco ha inserito l’accaduto in una riflessione più ampia, collegando l’atto a una cultura dello scarto che si manifesta nell’abbandono dei soggetti più deboli, nei tagli ai servizi sociali e nella carenza di presidi e risorse nei territori periferici. Secondo l’amministratore, la situazione non è frutto della fatalità, ma è l’esito di un prolungato abbandono istituzionale della Calabria e di un sistema che non valorizza le comunità del Mezzogiorno.
Le richieste alle autorità e le proposte contro il randagismo
L’amministrazione comunale ha chiesto con determinazione alle autorità competenti di fare piena luce sulla vicenda e di individuare i responsabili del reato. I maltrattamenti e l’uccisione di animali costituiscono reati penali che richiedono di essere perseguiti con rigore secondo i termini di legge.
Oltre all’individuazione dei colpevoli della strage di Focà, è stata evidenziata l’urgenza di una risposta strutturata da parte dello Stato. Le proposte avanzate includono l’intensificazione dei controlli sul territorio e l’attuazione di politiche pubbliche efficaci per la gestione del randagismo, basate su interventi di sterilizzazione, promozione delle adozioni e campagne di educazione, che necessitano di finanziamenti centrali stabili per non gravare esclusivamente sulla buona volontà dei singoli cittadini.



