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Università per stranieri di Reggio Calabria, Minasi (Lega): «Dodici anni di sinistra hanno demolito un gioiello»

La durissima nota ufficiale inviata dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) in merito alla gestione dell’Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria ha sollevato il velo su una situazione amministrativa complessa. Sulla vicenda è intervenuta la Senatrice Tilde Minasi, esponente della Lega, che ha espresso una netta condanna nei confronti della passata amministrazione, indicando al contempo le linee guida per il futuro dell’ateneo.

Le contestazioni del Ministero e le accuse di gestione clientelare

Il quadro delineato dal Ministero mette in luce forti criticità strutturali ed economiche che minacciano la sopravvivenza stessa dell’istituzione reggina.

La Senatrice Minasi ha commentato i rilievi ministeriali evidenziando la gravità della situazione attuale:

«La durissima censura arrivata direttamente dal Ministero fotografa una realtà drammatica e purtroppo indiscutibile: un Ateneo ridotto letteralmente allo sfascio, tra nomine rettorali giudicate illegittime, organi di governo interni privati della necessaria rappresentanza docente e, cosa ancora più grave, il rischio concreto di una revoca dell’accreditamento per mancanza di sostenibilità economico-finanziaria».

Secondo l’esponente della Lega, le responsabilità di questo declino sono da attribuire alla gestione politica che ha coordinato la città nell’ultimo decennio, accusata di aver trascurato il valore accademico dell’ente a favore di dinamiche differenti.

«Questa è l’eredità avvelenata che dodici anni di malgoverno del Partito Democratico a guida Giuseppe Falcomatà lasciano alla nostra città: un presidio straordinario di cultura e legalità è stato infatti scientificamente usato alla stregua di un mero poltronificio di parti-to, piegando le Istituzioni accademiche a logiche clientelari e di spartizione del potere a ridosso delle scadenze elettorali, mentre parallelamente Comune e Città Metropolitana si dimenticavano per anni di versare le quote dovute, strangolando economicamente l’Ente».

Il confronto con il passato e il ruolo internazionale dell’ateneo

Il declino della struttura emerge in modo ancora più evidente se confrontato con il prestigio di cui l’università godeva negli anni passati, quando rappresentava un punto di riferimento per l’integrazione e l’attrattività del territorio.

«Fino a 15 anni fa, la “Dante Alighieri” era il fiore all’occhiello di Reggio Calabria nel mondo. Ospitavamo migliaia di iscritti stranieri che non solo portavano un indotto economico straordinario per il nostro tessuto commerciale, ma garantivano un’internazionalizzazione giovanile, un’apertura mentale e un confronto culturale quotidiano dalle enormi ricadute positive sulla città. Oggi la peggiore politica della sinistra ha ridotto questa perla a una struttura povera, marginale ed estromessa dai circuiti che contano, in cui persino la soppressione e la sospensione dei corsi di laurea venivano decise nel caos, ignorando il parere vincolante degli stessi organi accademici».

Le prospettive di rilancio dopo la svolta elettorale

Il recente esito delle urne, che ha visto l’affermazione della coalizione di centrodestra, viene indicato come il punto di partenza per una radicale inversione di tendenza nella gestione dell’ateneo e dei rapporti istituzionali.

«I cittadini di Reggio Calabria hanno finalmente chiuso questa pagina buia e, con la netta vittoria del centrodestra alle elezioni della scorsa settimana, la città ha scelto la strada del riscatto. Abbiamo non soltanto l’auspicio, ma la certezza assoluta che con il ritorno del centrodestra alla guida del governo cittadino, le cose cambieranno radicalmente».

Il futuro della “Dante Alighieri” si sposta adesso sui tavoli programmatici della nuova amministrazione comunale, con l’obiettivo di avviare un’interlocuzione diretta con Roma per superare le criticità sollevate dal MUR.

«Il dossier della Dante Alighieri sarà una delle primissime priorità sul tavolo del nuovo Sindaco. Lavoreremo fin da subito, in stretta e totale sinergia con le strutture ministeriali romane, per sanare immediatamente tutte le illegalità ed irregolarità evidenziate dal MUR, spazzare via il clientelismo e avviare un serio e strutturato piano di rilancio economico, didattico e strategico. Restituiremo alla “Dante Alighieri” la dignità che merita e il ruolo di faro culturale internazionale nel cuore del Mediterraneo».