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All’Unical un nanogel a ultrasuoni apre nuove prospettive nella cura del melanoma

All’Università della Calabria prende forma una delle innovazioni più promettenti nel campo dell’oncologia di nuova generazione: un nanogel attivabile tramite ultrasuoni a bassa frequenza, sviluppato per migliorare il rilascio dei farmaci e rendere più mirati ed efficaci i trattamenti contro il melanoma. Il progetto, sostenuto dalla BCC Mediocrati, rappresenta un esempio concreto di come ricerca scientifica e sistema territoriale possano procedere insieme verso soluzioni ad alto impatto clinico e industriale.

La presentazione ufficiale della domanda di brevetto “Nanogel a ultrasuoni per il trattamento del melanoma” si è svolta nella Sala De Cardona. Un appuntamento che ha messo al centro il rapporto tra innovazione, trasferimento tecnologico e sviluppo locale, temi cruciali per un territorio che punta a valorizzare le proprie competenze scientifiche.

Il progetto nasce dall’intuizione del radiologo Giuseppe Barbarossa, che ha individuato nel nanogel un possibile strumento per aumentare la precisione terapeutica e ridurre gli effetti collaterali dei trattamenti oncologici. Da quella visione è partito un percorso di ricerca che ha coinvolto un team multidisciplinare dell’Unical, impegnato a trasformare un’idea sperimentale in una piattaforma terapeutica potenzialmente applicabile in ambito clinico.Il nanogel è progettato per essere attivato da ultrasuoni a bassa frequenza, un meccanismo che consente di favorire il trasporto intracellulare dei farmaci e di concentrare l’azione terapeutica sulle cellule tumorali. Un approccio che si inserisce nella logica della medicina mirata, una delle direttrici più avanzate dell’oncologia contemporanea, dove nanotecnologie e sistemi intelligenti di rilascio dei farmaci stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella ricerca internazionale.

La conferenza ha offerto anche l’occasione per approfondire il percorso che accompagna una scoperta scientifica dal laboratorio al mercato, un passaggio sempre più strategico per università e imprese. Sono stati illustrati gli scenari di sviluppo del brevetto, le possibili ricadute in termini di competitività e attrazione di investimenti, e il valore aggiunto che progetti di questo tipo possono generare per il territorio.

A presentare il lavoro i professori Roberta Cassano, Sonia Trombino e Rocco Malivindi, insieme al rettore Gianluigi Greco, al presidente della BCC Mediocrati Nicola Paldino e al direttore del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione Vincenzo Pezzi. Proprio Paldino ha sottolineato come sostenere iniziative di eccellenza significhi investire nel futuro della comunità, rafforzando il legame tra ricerca, innovazione e crescita economica.

Il nanogel a ultrasuoni non è soltanto un risultato scientifico, ma il segnale di una Calabria che sceglie di costruire valore partendo dalle proprie competenze, dai laboratori e dalla capacità di fare rete. La ricerca richiede tempo, verifiche e passaggi rigorosi, ma ogni avanzamento nasce da un’idea che trova sostegno e visione. È in questo equilibrio tra scienza e investimento sul capitale umano che un territorio può diventare protagonista dell’innovazione.