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Speculazioni su olio e grano: Coldiretti Calabria manifesta alla Prefettura di Cosenza

Migliaia di agricoltori della Coldiretti sono scesi in piazza in tredici capoluoghi italiani per protestare contro le manovre speculative che stanno colpendo due dei simboli principali dell’agroalimentare nazionale e della Dieta Mediterranea: l’olio extravergine d’oliva e il grano.

La mobilitazione ha toccato diverse città tra cui Roma, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Ancona, Perugia, Campobasso, Potenza e Cosenza. Proprio nel capoluogo silano, i manifestanti hanno dato vita a un sit-in davanti alla Prefettura, consegnando al Prefetto un documento ufficiale contenente le rivendicazioni e le richieste del settore per tutelare i prodotti 100% italiani, che la confederazione chiede vengano inseriti stabilmente in tutte le mense pubbliche, comprese quelle scolastiche e ospedaliere.

Le speculazioni e l’importazione selvaggia stanno provocando un forte crollo delle quotazioni, mettendo a rischio la tenuta economica delle aziende agricole. “Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole, già in grave difficoltà a causa dell’aumento dei costi legato alla guerra in Iran”, ha dichiarato Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria. I produttori chiedono un intervento immediato contro i tentativi di alterazione del mercato, denunciando come al Sud il grano sotto trebbiatura venga pagato appena 19 centesimi al chilo, a fronte di un costo minimo della pasta di 2 euro al chilo e del pane a 3 euro.

Olio extravergine d’oliva sotto attacco

L’olio extravergine di oliva rappresenta uno dei casi più critici. Nell’ultimo anno, il prezzo del prodotto ha subito un calo del 50%, mentre i costi di produzione a carico delle aziende nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro, secondo le rilevazioni del Centro studi Divulga. I dati della filiera evidenziano una forte discrepanza tra la produzione nazionale, pari a circa 234 milioni di litri, e il volume complessivo dei consumi interni (461 milioni di litri) a cui si aggiungono 318 milioni di litri destinati all’esportazione e 545 milioni di litri di importazioni annue. In Calabria, a fronte di 180.000 ettari olivetati e una ricca presenza di cultivar autoctone, la produzione per la campagna 2025/2026 si è attestata poco al di sotto delle 40.000 tonnellate, mantenendo standard qualitativi elevati.

Per contrastare le frodi sull’origine e i trucchi legati all’ultima trasformazione sostanziale prevista dal codice doganale, Coldiretti ha inserito nel documento consegnato ai prefetti la richiesta di intensificare le ispezioni attraverso l’uso di tecnologie innovative, come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, in modo da identificare la reale provenienza dei prodotti. Tra le altre misure sollecitate figurano l’applicazione rigorosa della legge contro le pratiche sleali e le vendite sotto i costi di produzione, il divieto di miscelazione tra olio extravergine e sottoprodotti trattati termicamente, l’introduzione della fatturazione obbligatoria delle olive per garantire la tracciabilità, la sospensione dell’importazione a dazio zero dalla Tunisia e il blocco del meccanismo del traffico di perfezionamento attivo (Tpa) sull’olio estero.

Grano duro tra prezzi minimi e rischio glifosato

La situazione appare complessa anche sul fronte del grano. Coldiretti segnala che, con l’avvio della campagna di raccolta, sono in atto tentativi di acquisto del grano duro alla cifra di 19 centesimi al chilo, una quotazione considerata insufficiente a coprire le spese e lesiva del lavoro dei cerealicoltori. Viene inoltre denunciato il rischio di triangolazioni finalizzate a far passare come italiano il grano importato dall’estero, unitamente al continuo arrivo di navi cariche di grano trattato con glifosato, una sostanza chimica vietata in Europa per le operazioni di essiccazione pre-raccolta.

Per salvaguardare la filiera cerealicola, l’organizzazione agricola richiede controlli a tappeto sull’origine sfruttando gli strumenti della Legge Caselli contro l’agropirateria e l’applicazione del principio di reciprocità nei contratti commerciali internazionali, vietando l’ingresso di prodotti trattati con standard non consentiti nell’Unione Europea. Viene inoltre chiesta l’esclusione dalla Commissione Unica Nazionale (Cun) Grano dei commissari in conflitto di interessi e l’erogazione immediata di 40 milioni di euro per ridurre i costi di produzione dei coltivatori inseriti nei contratti di filiera.