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Smile Cosenza Pallanuoto, annuncio shock: “Non ci sarà iscrizione al prossimo campionato di A1”

La Smile Cosenza Pallanuoto femminile non si iscriverà al prossimo campionato di Serie A1. La decisione, dolorosa e inattesa, arriva dopo una stagione storica culminata con la conquista della Conference Cup – primo club italiano a raggiungere questo traguardo – e con il quinto posto in campionato che è valso l’accesso ai playoff scudetto. La scelta della dirigenza è maturata per ragioni non dipendenti dalla volontà del club, ma strettamente legate all’impossibilità di programmare l’attività agonistica senza la certezza di una struttura idonea e disponibile con continuità.

La posizione del club e la necessità di una programmazione stabile

La società ha voluto chiarire la propria posizione specificando che non si tratta di una battaglia contro nessuno, ma di una presa di responsabilità. Durante la conferenza stampa, il presidente Francesco Manna ha spiegato le motivazioni profonde che hanno spinto il club a fare un passo indietro rispetto al massimo campionato nazionale.

«Oggi non siamo qui per puntare il dito contro qualcuno, ma per assumere una decisione responsabile. Non possiamo programmare contratti, staff e attività senza la certezza di un impianto che garantisca allenamenti regolari e continuità agonistica. Lo sport di vertice richiede programmazione, non può vivere nell’incertezza».

Il presidente ha inoltre ricordato che la piscina comunale all’aperto, un impianto fondamentale per l’attività agonistica, non risulta disponibile prima del 15 giugno. Questo ritardo genera ricadute pesanti sulla preparazione atletica, sulle attività del settore giovanile e sull’organizzazione di manifestazioni storiche.

Il sogno scudetto svanito e il futuro della Polisportiva

L’amarezza per questa decisione colpisce profondamente le atlete, lo staff e la tifoseria, soprattutto alla luce delle ambizioni sportive che la società coltivava per il prossimo futuro. Il vicepresidente Armando Filomia ha evidenziato come l’organico fosse pronto per traguardi ancora più prestigiosi.

«Quest’anno avevamo programmato una squadra per competere per lo scudetto. Abbiamo dimostrato di potercela giocare vincendo una coppa europea. Ma non possiamo iniziare una stagione senza sapere quante ore di acqua avremo, né se potremo allenarci con continuità. Le giocatrici chiedono certezze, e noi dobbiamo essere seri».

Nonostante la mancata iscrizione alla massima serie, il progetto della Polisportiva Smile non si ferma. La dirigenza ha confermato che l’attività proseguirà e che l’obiettivo nel medio periodo rimane quello di riportare il tricolore a Cosenza, una volta create le condizioni necessarie.

Il valore sociale del club e la reazione della FIN Calabria

Il ruolo della Smile Cosenza va oltre il semplice dato sportivo, rappresentando un punto di riferimento per l’intero territorio. Il dirigente Andrea Borsani ha posto l’accento sul valore sociale della struttura e sulle proposte avanzate dalla società per risolvere la questione gestionale.

«La Smile non è solo una squadra: è un modello di programmazione che ha portato risultati straordinari. Ma quando un bene pubblico come una piscina svolge un servizio sociale e sportivo così importante, l’attività agonistica deve essere tutelata. Senza programmazione non si può garantire un livello come quello raggiunto».

Borsani ha specificato che erano state presentate proposte concrete per la gestione della piscina scoperta, senza tuttavia ottenere risposte definitive. Alla conferenza ha preso parte anche il presidente della FIN Calabria, Alfredo Porcaro, che ha espresso il forte rammarico della Federazione per una perdita che tocca tutto il movimento regionale.

«Una società ai vertici nazionali ed europei che non può iscriversi è un danno per l’intero movimento. Lo sport vive se ci sono strutture e se vengono messe a disposizione. Senza continuità è difficile programmare, difficile investire, difficile crescere».

La scelta della Smile Cosenza Pallanuoto non nasce da una volontà di contrapposizione con le istituzioni, la politica o i gestori, ma dalla ferma convinzione che lo sport di alto livello possa esistere solo se supportato da strutture adeguate e continuità gestionale.