La bozza di accordo tra Iran e Stati Uniti, i cui dettagli sono stati diffusi dall’agenzia di stampa iraniana Mehr sulla base di una fonte vicina al team negoziale di Teheran, delinea un potenziale percorso di distensione nella regione. Nonostante l’agenzia Fars definisca tali indiscrezioni come mere speculazioni, altre fonti citate da Reuters e Axios indicano che la firma potrebbe arrivare già a Ginevra.
Il testo non è ancora definitivo. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha infatti precisato che il documento deve essere esaminato e finalizzato dalle autorità competenti di Teheran.
Cessazione delle ostilità e impegni strategici
Il primo punto del documento stabilisce una cessazione permanente e immediata dei combattimenti su tutti i fronti, incluso il Libano, rispondendo a una precisa richiesta iraniana. Gli Stati Uniti, da parte loro, si impegnerebbero a non interferire negli affari interni dell’Iran e a rispettare la sovranità della Repubblica islamica.
I punti successivi affrontano questioni logistiche e militari di rilievo. Entro 30 giorni è prevista la revoca completa del blocco navale e la riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo le modalità stabilite da Teheran. Washington si impegnerebbe inoltre a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti il Paese e a non schierare ulteriori contingenti nella regione durante la fase negoziale.
Aspetti economici e sanzioni
Il piano finanziario e di alleggerimento delle sanzioni costituisce una parte centrale del documento. La bozza prevede la sospensione delle sanzioni sulle vendite di petrolio, prodotti petrolchimici e derivati, garantendo a Teheran il pieno accesso ai relativi proventi.
Un elemento significativo riguarda le compensazioni economiche. Il testo prevede l’obbligo per gli Stati Uniti e i loro alleati di presentare piani per la ricostruzione dell’Iran per un valore minimo di 300 miliardi di euro. È inoltre previsto lo sblocco di 24 miliardi di euro di fondi iraniani congelati, la metà dei quali dovrebbe essere resa disponibile prima dell’avvio formale delle trattative.
Il nodo nucleare e le esclusioni dal tavolo
La questione nucleare viene affrontata attraverso la conferma dell’impegno dell’Iran, nel quadro del Trattato di non proliferazione nucleare, a non produrre armi atomiche, un punto che tocca da vicino le preoccupazioni sulla sicurezza espresse da Israele. Il documento fissa un periodo di negoziazione di 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo sulla revoca completa delle sanzioni statunitensi e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.
L’attuazione dell’intesa verrebbe verificata tramite un apposito meccanismo di monitoraggio e ratificata da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I negoziati finali si concentrerebbero esclusivamente sul destino del materiale arricchito, sulle attività di arricchimento, sull’allentamento delle sanzioni e sui piani di ricostruzione economica. Restano invece totalmente esclusi dall’agenda il programma missilistico iraniano e il sostegno di Teheran ai gruppi di resistenza nella regione.



