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L’arte dello sgraffito per raccontare la storia di Torre di Ruggiero

Un progetto di arte pubblica per raccontare la memoria, valorizzare l’identità del territorio e trasformare il borgo in un percorso culturale a cielo aperto. A Torre di Ruggiero, in provincia di Catanzaro, sono partiti i lavori per la realizzazione di dieci sgraffiti, affidati all’artista Franco Pagliarulo, che interpreterà attraverso questa antica tecnica alcuni passaggi fondamentali della storia locale, con particolare riferimento al santuario e alle sue origini.

Abbellire e rendere visibile il patrimonio locale

L’iniziativa nasce per volontà dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Vito Roti, che ha individuato nell’arte uno strumento capace non solo di abbellire il paese, ma anche di restituire visibilità e valore alle sue radici storiche e spirituali.

“Il progetto è nato grazie all’interesse dell’amministrazione, che ha visto in questa iniziativa un modo per far crescere culturalmente e storicamente Torre di Ruggiero. Sono stato contattato per realizzare questi affreschi a sgraffito e da lì è nata l’idea”.

Il primo lavoro già avviato richiama un episodio fondativo: la donazione della prima chiesetta ai monaci basiliani da parte di Ruggero d’Altavilla, intorno all’anno 1.000. Da questa scena prenderà forma un racconto visivo più ampio, articolato in dieci opere, che accompagnerà cittadini e visitatori nella riscoperta delle vicende legate al santuario. Due interventi, di dimensioni maggiori, saranno collocati davanti al santuario; uno dei lavori, tempo permettendo, sarà realizzato con la tecnica dell’affresco.

Una tecnica antica che unisce Italia e Canada

La particolarità del progetto risiede anche nella scelta della tecnica. Lo sgraffito è una derivazione dell’affresco, nota fin dall’antichità e poi definita con grande precisione durante il Rinascimento. Molte facciate storiche fiorentine del Cinquecento furono decorate proprio con questo procedimento.

“Si sovrappongono due strati di intonaco di colore diverso, uno scuro e uno chiaro, e poi si incide la superficie ancora fresca, facendo emergere il colore sottostante. È una tecnica antica, realizzata con materiali minerali, sabbia e grassello di calce, che richiede tempi precisi e grande attenzione”.

Pagliarulo, che ha la propria bottega a Pietrasanta, in Toscana, sarà affiancato da un’assistente canadese, una studentessa interessata ad apprendere questa tecnica oggi poco praticata.

“In Italia sono rimasti in pochi a realizzare lo sgraffito, e spesso ci sono giovani e studenti stranieri che vogliono venire a studiarlo da vicino”.

L’esecuzione delle opere richiederà circa due mesi, dopo una fase preliminare di progettazione condotta in collaborazione con l’amministrazione comunale.

Opere destinate alla comunità e alla memoria condivisa

Ogni scena è stata pensata per inserirsi in un racconto coerente, capace di unire arte, storia e identità. Particolarmente significativo è il valore pubblico dell’intervento. Gli sgraffiti non saranno semplici decorazioni, ma opere destinate alla comunità, pensate per parlare ai cittadini, ai visitatori e alle nuove generazioni.

“Ci tengo a sottolineare questo aspetto: si trata di arte pubblica. Come gli affreschi e gli sgraffiti del passato, queste opere hanno una funzione. Non servono soltanto ad abbellire il paese, ma anche a diffondere la conoscenza delle proprie radici”.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto al sindaco Vito Roti e a tutta l’amministrazione comunale, che hanno promosso e sostenuto un progetto ambizioso e originale per il territorio.

“Non avrei immaginato che un paese della Calabria potesse avere un’idea così ampia: realizzare dieci sgraffiti significa investire davvero nella memoria, nella cultura e nella bellezza condivisa”.