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Maturità 2026 al via in Calabria, oltre 17.000 studenti pronti sui banchi per la prima prova

Mentre la maggior parte dei 70.500 studenti calabresi si gode le vacanze iniziate con l’ultimo suono della campanella, una fetta consistente della popolazione scolastica si prepara ad affrontare gli impegni di fine anno.

Saranno infatti i piccoli della scuola dell’infanzia a dover attendere il 30 giugno per il termine delle attività, accompagnati in questi giorni dai cinquemila allievi delle scuole medie inferiori, attualmente impegnati a concludere gli esami entro la fine del mese. L’attesa principale è però tutta per la maturità 2026, che vedrà gli studenti delle quinte superiori affrontare giovedì 18 giugno la prima prova scritta di italiano.

L’esame di Stato taglia così il traguardo dei 103 anni di vita, portando con sé una struttura modificata nel tempo da continui interventi normativi.

Le novità del regolamento e la struttura delle prove

L’edizione di quest’anno si presenta con alcune variazioni rispetto al 2025. La commissione d’esame assume una composizione mista, formata da due membri interni, due esterni e un presidente anch’esso proveniente da un altro istituto scolastico. L’impianto generale mantiene le due prove scritte a carattere nazionale stabilite dal Ministero dell’Istruzione, seguite da un colloquio orale che quest’anno si focalizza su quattro discipline. Durante l’orale viene dato spazio anche all’educazione civica e all’esperienza dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO). Si conferma inoltre lo svolgimento delle prove INVALSI come requisito d’ammissione obbligatorio, sebbene l’esito non vada a fare media sul voto finale espresso in centesimi. Tra i cambiamenti si registra anche una rimodulazione del peso del bonus, che secondo i nuovi criteri può raggiungere un massimo di 3 punti.

I dati della sessione d’esame in Italia e in Calabria

A livello nazionale sono 527.607 gli studenti coinvolti nelle prove, distribuiti tra 513.479 candidati interni e 14.128 esterni, con un totale di 13.989 commissioni per 27.884 classi. In Calabria i candidati complessivi sono 17.810, supportati dal lavoro di 546 commissioni e altrettanti presidenti, con la presenza di 2.184 commissari.

La distribuzione territoriale dei candidati e delle commissioni nelle province calabresi mostra una forte concentrazione nel Cosentino e nel Reggino:

  • Provincia di Cosenza: 5.680 candidati e 195 commissioni

  • Provincia di Reggio Calabria: 5.677 candidati e 159 commissioni

  • Provincia di Catanzaro: 2.996 candidati e 95 commissioni

  • Provincia di Vibo Valentia: 1.538 candidati e 49 commissioni

  • Provincia di Crotone: 1.509 candidati e 48 commissioni

Per quanto riguarda gli indirizzi scolastici scelti dai maturandi calabresi, gli istituti tecnici guidano la classifica con 5.593 studenti. Seguono i licei scientifici con 4.373 iscritti e gli istituti professionali con 3.260. Gli altri indirizzi liceali registrano 1.677 candidati per il classico, 1.431 per le scienze umane, 810 per il linguistico, 538 per l’artistico e infine 128 per i licei musicali e coreutici.

I dati relativi all’anno precedente evidenziano che nel 2025 la percentuale degli ammessi all’esame in Calabria è stata del 99,1%. Gli esiti finali hanno visto il 29,1% dei diplomati ottenere il voto minimo di 60, il 18,6% si è attestato tra 61 e 70, il 25,3% tra 71 e 80, mentre il 20,1% ha superato l’ottanta arrivando fino a 90. I voti più alti, compresi tra 91 e 99, sono stati conseguiti dal 15,0% dei ragazzi. Il massimo dei voti, ossia 100, è stato raggiunto dal 12,0% della platea, mentre il 6,1% dei candidati, pari a 1.053 studenti, ha ottenuto il cento con lode, posizionando la Calabria al quinto posto nella graduatoria nazionale per numero di lodi.

Tototema e riflessioni sul futuro del sistema scolastico

Come ogni anno si rinnova il dibattito sulle possibili tracce della prova di italiano. Tra le ipotesi per l’analisi del testo e il tema storico figurano grandi nomi della letteratura italiana come Verga, Pascoli, D’Annunzio, Saba, Montale e Ungaretti. Non mancano le ricorrenze storiche e culturali, come i 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi, il centenario del Premio Nobel a Grazia Deledda e gli 800 anni dalla scomparsa di San Francesco d’Assisi. Sul fronte storico si profilano l’ottantesimo anniversario del referendum istituzionale del 1946 e i 40 anni dal disastro della centrale nucleare di Chernobyl. Per i temi di attualità l’attenzione si concentra sui processi di trasformazione digitale, l’uso dei social network, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, il contrasto alla violenza sulle donne, la parità di genere e le problematiche legate al disagio giovanile in rapporto con l’accesso al mondo del lavoro.

Il periodico svolgimento dell’esame riaccende anche le discussioni sulla necessità di una riforma strutturale del ciclo della scuola secondaria di secondo grado. Molti osservatori considerano l’attuale modello non più in linea con gli standard del resto d’Europa, dove la durata degli studi superiori è inferiore di un anno, consentendo l’ingresso all’università già a 18 anni. L’ipotesi di anticipare la prova d’esame al quarto anno permetterebbe di impiegare il quinto anno come un periodo pre-universitario a classi aperte, dedicato all’orientamento, all’approfondimento delle materie di indirizzo e ai tirocini aziendali. Al momento le prospettive politiche sembrano limitare i cambiamenti a interventi di portata ridotta, lasciando l’esame di Stato come l’unico elemento di continuità formale ed efficienza all’interno dell’organizzazione scolastica attuale.