La gestione della sanità in Calabria torna al centro del dibattito politico dopo le recenti osservazioni della magistratura contabile. Le reazioni delle opposizioni non si sono fatte attendere, portando alla presentazione di atti ufficiali per fare chiarezza sulla reale situazione finanziaria del comparto sanitario regionale.
L’interrogazione urgente e le critiche alla narrazione della Giunta
La Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, ha depositato un’interrogazione scritta a risposta urgente rivolta al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Al centro della contestazione vi è il contrasto tra le dichiarazioni dell’esecutivo regionale e le valutazioni espresse dai magistrati contabili.
«La narrazione trionfalistica della Giunta Occhiuto sull’imminente uscita della sanità calabrese dal commissariamento si è infranta contro il muro della realtà eretto dalla Corte dei Conti. Di fronte ai pesanti dubbi sollevati dai magistrati contabili sulla regolarità delle procedure e sulla reale tenuta dei conti pubblici sanitari, la propaganda deve cedere il passo alla trasparenza. Per questo motivo ho depositato un’interrogazione scritta a risposta urgente rivolta al Presidente Roberto Occhiuto».
Secondo l’esponente pentastellata, le riserve emerse non provengono dalle forze di minoranza, ma da un organo di rilievo costituzionale che vigila sulle finanze pubbliche.
«Per mesi ci è stata raccontata una realtà parallela fatta di tappe forzate e imminenti liberazioni dai vincoli romani. Oggi scopriamo che l’organo di rilievo costituzionale deputato al controllo dei conti pubblici solleva riserve fortissime sia sulla legittimità dell’iter normativo concordato con i ministeri affiancanti, sia sulla reale perimetrazione del debito storico, in particolare per quanto riguarda le nostre ASP e Aziende Ospedaliere più critiche. Non lo dice l’opposizione, lo dice la Magistratura contabile: i conti non tornano».
I punti chiave della richiesta di chiarimenti
L’atto ispettivo presentato mira a ottenere risposte dettagliate e documentate su quattro questioni ritenute fondamentali per il futuro del sistema sanitario calabrese: l’esatta natura dei rilievi formulati dalla Corte dei Conti, la quantificazione precisa del debito sanitario regionale al netto delle passività non ancora verificate, i potenziali rischi di un blocco delle procedure da parte delle istituzioni statali e le misure urgenti per salvaguardare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Il timore espresso riguarda le conseguenze di un eventuale percorso non solidamente certificato, che potrebbe ripercuotersi sia sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini sia sulla pressione fiscale locale.
«Un’uscita affrettata e non certificata dal commissariamento non sarebbe un successo, ma un azzardo pericolosissimo. Il rischio reale è quello di un nuovo e più drammatico default finanziario che i cittadini calabresi pagherebbero due volte: sulla propria pelle, con servizi d’emergenza e pronto soccorso al collasso, e nelle proprie tasche, attraverso il mantenimento delle aliquote massime delle addizionali regionali. Occhiuto esca dall’isolamento mediatico e venga a riferire in Aula la verità sullo stato di salute delle casse della nostra sanità».



