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Caso depuratore a Fuscaldo, Legalità Democratica: «Cittadini hanno diritto a risposte chiare»

Negli ultimi quattro anni, il sistema di depurazione comunale di Fuscaldo ha beneficiato di finanziamenti complessivi superiori a 800.000 euro. Il dato emerge dalle comunicazioni dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giacomo Middea, la quale rivendica tali risorse come il frutto di una strategia mirata alla tutela dell’ambiente, della salute pubblica e del mare.

I flussi finanziari, secondo quanto reso noto dall’ente, si sono articolati in circa 96.000 euro nel 2022, 183.000 euro nel 2023, 275.000 euro nel 2024 e ulteriori 260.000 euro nel 2025. Nelle intenzioni della maggioranza, questi fondi dovevano servire al potenziamento delle infrastrutture e all’efficientamento del sistema depurativo.

Il nodo del sequestro giudiziario e i divieti di balneazione

A fronte dei numeri presentati dall’amministrazione, il dibattito pubblico locale rimane acceso a causa delle vicende giudiziarie che interessano il medesimo settore. L’impianto di depurazione comunale è stato infatti oggetto di un sequestro giudiziario nel 2025 nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Paola e, sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili, non si ha notizia di provvedimenti di dissequestro. La prosecuzione delle attività investigative ha trovato riscontro anche in recenti pronunce giudiziarie.

Allo stesso tempo, l’ordinanza balneare del Comune per l’anno 2026 conferma la presenza di alcune limitazioni lungo il litorale. In particolare, permane il divieto di balneazione in corrispondenza della foce del Torrente Maddalena, area interdetta per motivi cautelativi. La concomitanza tra lo stanziamento di fondi pubblici e la persistenza del vincolo giudiziario genera interrogativi diffusi tra la cittadinanza.

Gli interrogativi di Legalità Democratica sui risultati concreti

Sulla vicenda è intervenuto il presidente dell’associazione Legalità Democratica, l’avvocato Maximiliano Granata, che ha espresso la necessità di fare chiarezza sulla gestione dei fondi e sullo stato dell’arte delle opere. Attraverso una nota ufficiale, l’associazione solleva dubbi specifici sull’efficacia degli interventi attuati.

“Quali opere sono state concretamente realizzate con gli oltre 800 mila euro annunciati? Quali interventi risultano completati? Quali criticità contestate dagli organi inquirenti sono state eventualmente superate? E soprattutto, quali sono i tempi previsti per il pieno ripristino della funzionalità dell’impianto e per la chiusura della vicenda processuale che ha portato al sequestro?”

L’associazione sottolinea come queste tematiche superino i confini della dialettica politica tra maggioranza e opposizione, investendo direttamente l’interesse collettivo. La salvaguardia dell’ambiente marino, l’immagine turistica di Fuscaldo e il rapporto di fiducia tra la cittadinanza e le istituzioni richiedono risposte documentate e trasparenti, poiché, conclude la nota, la trasparenza sui risultati raggiunti e sulle criticità residue costituisce un diritto fondamentale dei cittadini.