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Alta Velocità in Calabria, l’appello di Greco: “Subito i fondi, anche tagliando le spese militari”

“La realizzazione dell’Alta Velocità in Calabria non è più una scelta rinviabile, ma una condizione indispensabile per garantire sviluppo, competitività e pari opportunità ai cittadini”. Non usa giri di parole Orlandino Greco, consigliere regionale e presidente della Prima Commissione consiliare, che lancia un monito chiaro al governo centrale sulle infrastrutture del Mezzogiorno.

Rivedere le priorità: meno spese militari, più ferrovie

Secondo l’esponente politico, la carenza di fondi non può più essere una scusa. Se le risorse stanziate dal Ministero non bastano, la soluzione sta nel rivedere l’agenda dei costi dello Stato:

“È necessario trovare le risorse rivedendo la scala di priorità, anche rimodulando le spese militari e destinando maggiori investimenti alle infrastrutture strategiche. L’Alta Velocità rappresenta un investimento sul futuro del Mezzogiorno e dell’intero Paese: continuare a rinviarla non è più accettabile”.

Il paradosso economico e il potenziale di Gioia Tauro

A supporto della sua tesi, Greco cita i recenti dati Istat, che fotografano una Calabria sorprendentemente dinamica: l’economia regionale sta crescendo a ritmi superiori rispetto alla media nazionale, e lo sta facendo nonostante un pesante isolamento infrastrutturale.

I vantaggi dell’Alta Velocità d’altronde sono certificati da studi nazionali e internazionali: i territori connessi alla rete rapida registrano da sempre performance economiche nettamente superiori. Da qui la provocazione del presidente della Prima Commissione:

  • La domanda chiave: “Quale potrebbe essere il contributo al PIL nazionale se il porto di Gioia Tauro e tutta la regione fino a Reggio Calabria fossero collegati con infrastrutture moderne?”

Un diritto alla mobilità contro lo spopolamento

Il nodo centrale resta l’equità sociale. Il diritto alla mobilità delle regioni meridionali – storicamente penalizzate dalle stagioni di investimento strategico – deve diventare una priorità assoluta dell’agenda politica nazionale.

Garantire collegamenti moderni all’estremo Sud non significa solo accorciare le distanze geografiche, ma gettare le basi concrete per attrarre investimenti, contrastare lo spopolamento e offrire un futuro alle nuove generazioni che scelgono di restare.