HomeSanitàCarenza di personale all'SPDC di Catanzaro:...

Carenza di personale all’SPDC di Catanzaro: “Servono risposte per garantire le cure”

La gestione quotidiana dei pazienti ricoverati nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura rappresenta un pilastro fondamentale per l’assistenza a soggetti fragili, le cui necessità superano la sola terapia farmacologica. Medici, infermieri e operatori socio-sanitari garantiscono un supporto costante, coniugando sorveglianza e relazione terapeutica nell’arco delle 24 ore. Questo delicato equilibrio rischia tuttavia di incrinarsi a causa di una profonda carenza di organico.

La denuncia arriva direttamente dal sindacato SI-COBAS, che segnala una consistente scarsità di infermieri e OSS presso la struttura di Catanzaro. Secondo l’organizzazione sindacale, l’attuale situazione viola le disposizioni del DCA 192/2019 della Regione Calabria, il provvedimento relativo alla metodologia per la determinazione del fabbisogno di personale delle aziende del servizio sanitario regionale, che definisce i parametri per le singole unità operative.

Il carico di lavoro strutturale e il collegamento con il carcere di Siano

L’SPDC di Catanzaro opera all’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Renato Dulbecco, una struttura classificata come hub di secondo livello. Questo posizionamento attira un flusso continuo di utenza da tutta la regione, determinando un carico di lavoro superiore rispetto ad altre realtà ospedaliere, sia in termini di prestazioni specialistiche sia per quanto riguarda la durata della degenza.

A gravare ulteriormente sulla gestione del reparto concorre la vicinanza della casa circondariale di Siano, il più grande istituto penitenziario della Calabria. La localizzazione territoriale comporta frequenti accessi di detenuti per consulenze e ricoveri ordinari, compresi i trattamenti sanitari obbligatori, incrementando le richieste di intervento sul personale in servizio.

Turni gravosi e aumento degli infortuni sul lavoro

Le ripercussioni di tale contesto ricadono direttamente sulle condizioni di lavoro dei dipendenti. Il sindacato evidenzia le difficoltà quotidiane vissute nei turni dai sanitari:

“Il risultato sono turni massacranti e operatori costretti a un sovraccarico continuo”

Questa pressione prolungata sta spingendo molti dipendenti, inclusi i dirigenti medici, a presentare ripetute domande di mobilità interna per lasciare il reparto.

Il quadro complessivo è aggravato dalla frequenza con cui il personale si trova a fronteggiare emergenze e urgenze psichiatriche legate a pazienti violenti o in stato di abuso di sostanze. Tali episodi sfociano non di rado in infortuni sul lavoro per gli operatori, rendendo talvolta necessario il supporto delle forze dell’ordine per ristabilire la sicurezza. Di conseguenza, si registra un incremento significativo dei fenomeni di burnout tra i lavoratori dell’SPDC catanzarese.

La richiesta di assunzioni e la tutela dei livelli essenziali di assistenza

Il sovraccarico di lavoro riduce inevitabilmente il tempo disponibile per la relazione terapeutica, un elemento considerato indispensabile nei percorsi di cura psichiatrica. Senza risorse adeguate, l’attività rischia di ridursi a una mera funzione di controllo e vigilanza.

La sigla sindacale ha formalizzato una richiesta di intervento immediato rivolta ai vertici aziendali per arginare l’emergenza:

“Chiediamo all’Azienda di intervenire con urgenza. Servono assunzioni per tamponare l’emergenza, garantire condizioni di lavoro dignitose e il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), oltre al diritto dei pazienti a cure di qualità.”