La crisi idrica continua a rappresentare un’emergenza costante per la comunità di Paola nel mese di luglio 2026. Con l’inizio della stagione estiva si registrano già numerosi avvisi di interruzione dell’erogazione, motivati anche da un incremento dei consumi da parte di Sorical.
Dopo una mobilitazione per il diritto alla trasparenza, il comitato COLPO APS ha comunicato di aver digitalizzato e visionato parte della documentazione sul Servizio Idrico Integrato (SII) in possesso del Comune di Paola. I documenti saranno presto consultabili sul sito dell’associazione, accompagnati da riflessioni dettagliate sulla gestione.
Le critiche all’ordinanza sindacale e alla mancanza di programmazione
L’attenzione del comitato si è concentrata sull’ordinanza numero 56 del 24 giugno 2026, con cui è stato vietato l’uso improprio di acqua potabile per fini extradomestici. Secondo l’associazione, il provvedimento rappresenta una gestione tardiva e puramente emergenziale, che arriva fuori tempo massimo e rivela la totale mancanza di una programmazione strutturata per contrastare la carenza. Alla città non è stato presentato alcun piano coerente per gestire i distacchi temporanei e quotidiani dell’erogazione, né risulta sia mai stato convocato un tavolo tecnico aperto alla partecipazione dei cittadini.
Sulla base dei dati stimati da ARRICAL e della lettura dei documenti comunali, COLPO APS ritiene che gli investimenti di SORICAL sulla rete cittadina e quelli previsti dall’amministrazione Perrotta non saranno in grado di risolvere definitivamente il problema. Viene inoltre evidenziato il paradosso del Comune che dal 2017 affida il servizio idrico integrato a ECOTEC in via di urgenza ed emergenza, senza tuttavia trattare la questione con la dovuta serietà amministrativa.
I dati sulla rete idrica e la dispersione dell’acqua
Il comitato ha espresso perplessità anche sui lavori di captazione. Pur definendo apprezzabile il lavoro promosso dall’assessore D’Arienzo, l’associazione si interroga sull’utilità di immettere più risorsa nelle condotte a fronte di rotture quotidiane delle tubature, ricordando che nella provincia di Cosenza nel 2024 si disperdeva il 60% dell’acqua immessa. Dal resoconto emerge che non è stato possibile quantificare la spesa annuale per le riparazioni poiché i documenti richiesti non figurano negli uffici comunali.
I numeri evidenziano la complessità della situazione: l’autoproduzione tramite sorgenti, pari a 536.104 metri cubi annuali, e pozzi, pari a 41.904 metri cubi annuali, copre appena il 14,04% dei consumi annuali. Il fabbisogno complessivo è di 4.116.908 metri cubi, di cui 3.538.900 metri cubi vengono acquistati da Sorical. Ogni intervento alle sorgenti viene quindi considerato parziale in un Comune privo di risorse economiche che si trova a gestire 68,50 chilometri di condotte non mappate.
Le richieste all’amministrazione e alla Regione Calabria
L’associazione sollecita una maggiore pressione verso i vertici regionali per ottenere investimenti mirati da parte della Regione Calabria e di SORICAL, che dal 2027 subentrerà nella gestione del SII anche a Paola.
In attesa di interventi strutturali, viene chiesta con urgenza all’amministrazione Perrotta l’attivazione immediata di un tavolo tecnico straordinario e la pubblicazione di un piano strategico di gestione per l’emergenza estiva e autunnale, che preveda sportelli di segnalazione efficienti e un piano di manutenzione trasparente per porre fine agli sprechi.



