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Nicotera ritrova il suo tesoro: riapre il Museo Diocesano, quasi 30 sale tra fede, arte e memoria

Il Museo Diocesano di Nicotera riapre al pubblico con una veste rinnovata e una forte impronta simbolica. Lunedì 6 luglio 2026, alle ore 18.30, il prestigioso spazio espositivo situato all’interno del Palazzo Vescovile tornerà ufficialmente accessibile dopo un lungo periodo di chiusura.

Quasi trenta sale espositive accoglieranno nuovamente i visitatori, restituendo alla comunità un patrimonio che attraversa epoche storiche comprese tra il XIII e il XX secolo, proveniente in gran parte dalla Chiesa Concattedrale. La riapertura rappresenta il coronamento di un impegno sinergico tra la Diocesi, la Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, il Comune di Nicotera e i Carabinieri Tutela Patrimonio culturale.

L’intitolazione a monsignor Domenico Tarcisio Cortese

La cerimonia di riapertura coinciderà con un momento formale di grande importanza. Per decisione del vescovo Attilio Nostro, condivisa con il consiglio episcopale, il complesso museale sarà intitolato alla memoria di monsignor Domenico Tarcisio Cortese, che ha guidato la diocesi per quasi tre decenni.

“Quello di oggi è un momento importante, anche perché la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea non era ancora riuscita a dare il giusto tributo a monsignor Domenico Tarcisio Cortese, il quale ha guidato l’episcopato in maniera meravigliosa per 28 anni. Era una persona solare, trasparente e schietta, per cui sono contentissimo di intitolare a lui il museo che stiamo per riaprire”, ha dichiarato il vescovo Attilio Nostro nel corso della conferenza stampa di presentazione.

La storia del museo, fondato originariamente nel 1975 da monsignor Vincenzo De Chiara con la collaborazione di monsignor Salvatore Belluomo e del dottor Natale Pagano, ha visto una svolta decisiva proprio sotto l’episcopato di monsignor Cortese, artefice dell’ampliamento degli spazi e della nascita della pinacoteca.

Un percorso espositivo tra arte, storia e competenza

Il rilancio della struttura è affidato alla nuova direttrice pro tempore Mariangela Preta, archeologa già alla guida del Polo museale di Soriano e dei Musei civici di Pizzo. Il vescovo Nostro ha espresso profonda gratitudine per il supporto ricevuto da Preta, oltre a ringraziare il sindaco di Nicotera Giuseppe Marasco, la giunta comunale, i giovani del servizio civile, don Salvatore Chindamo e i volontari parrocchiali per lo sforzo profuso nella complessa operazione di ripristino.

“Avere ricevuto tale incarico dalla diocesi e da monsignor Nostro mi riempie d’orgoglio. Una realtà straordinaria e importante come questa di Nicotera verrà nuovamente resa fruibile al pubblico, riconsegnandola alla città, alla diocesi, alla regione, all’Italia, e non solo. Oggi siamo arrivati a un traguardo speciale e importante, perché la chiusura del Museo Diocesano di Nicotera ha avuto una storia travagliata. Non stiamo facendo solo un’operazione di marketing, ma stiamo restituendo un bene culturale alla città, alla diocesi e alla regione intera. I beni culturali non sono beni privati, ma sono beni di tutti. Non possono appartenere a una singola comunità, ma devono avere un respiro regionale e non solo”, ha affermato la direttrice Mariangela Preta.

La direzione ha voluto inoltre porre l’accento sulla necessità di una gestione rigorosa e qualificata delle istituzioni culturali: “Oggi la competenza vale tantissimo. Non ci si può improvvisare direttori di musei o archeologi. I social, i nuovi strumenti e anche l’intelligenza artificiale danno la possibilità a volte anche a chi non è del mestiere di esprimere pareri su qualcosa che però non appartiene al loro bagaglio culturale. Oggi, per fortuna, nella cultura è fondamentale avere una competenza specifica nella valorizzazione del nostro immenso patrimonio”.

I tesori custoditi nelle sale del Palazzo Vescovile

Le collezioni del museo offrono uno spaccato completo della produzione artistica e della devozione del territorio, documentando la storia calabrese dall’epoca normanna fino ai giorni nostri attraverso dipinti, sculture, marmi e volumi antichi.

“Abbiamo più di 700 pergamene che raccontano la storia di questa diocesi. Abbiamo opere lignee scultoree, un crocifisso in mistura che è un unicum di arte siciliana del 1400, argenti che partono dal 1200 fino ai primi del Novecento. Tra opere pittoriche, sculture, marmi e opere librarie e pergamenacee abbiamo un panorama culturale che abbraccia tutti i settori dell’arte calabrese dal periodo normanno fino all’età contemporanea”, ha illustrato la direttrice Preta.

La cultura come motore di sviluppo territoriale

La nuova pianificazione del Museo Diocesano non si limiterà alla conservazione dei beni, ma punterà all’implementazione di attività didattiche, progetti di ricerca, visite guidate e strategie di promozione turistica volte a valorizzare l’intera area geografica.

“Bisogna portare questo patrimonio a diventare il volano di sviluppo dei territori, perché solo attraverso armi dirompenti come la cultura si può oggi variare la narrazione di un territorio. Una volta la cultura, i musei e i beni archeologici erano relegati a una cerchia di pochi. Oggi abbiamo compreso quanto sia importante saperli far vedere, farli conoscere, quasi venderli, tra virgolette, come qualunque prodotto della nostra regione. Il patrimonio, grazie alle operazioni di marketing, diventa un grande attrattore culturale e quindi motore trainante e volano di sviluppo per i nostri territori”, ha concluso la direttrice.

All’evento inaugurale, che prevede il taglio del nastro e lo svelamento della targa commemorativa, presenzieranno numerose autorità civili e militari, tra cui il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, il presidente della Commissione Bilancio della Camera Giuseppe Mangialavori, l’assessore regionale Antonio Montuoro, il consigliere regionale Vito Pitaro, il presidente della Provincia di Vibo Valentia Corrado Landolina e il sindaco Giuseppe Marasco. Per gli organi di tutela interverranno il soprintendente facente funzioni Roberta Filocamo, la storica dell’arte Daniela Vinci e il comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio culturale della Calabria, Giacomo Geloso.