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Tre fine settimana di settembre tra i giganti verdi e i laghi della Sila Piccola

Quando si pensa alla Calabria, l’immaginario collettivo corre immediatamente alle sue coste leggendarie, alle distese di sabbia dorata e alle acque cristalline che ne lambiscono il perimetro. Esiste tuttavia un’anima altrettanto potente, maestosa e profonda, capace di capovolgere i cliché estivi: è l’anima delle sue montagne, custodi di una biodiversità straordinaria e di paesaggi d’alta quota che nulla hanno da invidiare alle più celebri mete alpine. Quest’anno, la valorizzazione di questo immenso patrimonio verde trova la sua massima espressione in un cambio di scenario carico di significato per una delle manifestazioni culturali più seguite della regione.

Dopo cinque edizioni di successo vissute tra i vicoli storici di Catanzaro, la celebre rassegna culturale “A Farla Amare Comincia Tu” inaugura un capitolo del tutto inedito della propria narrazione. Il festival si sposta infatti nel cuore pulsante della Sila Piccola, tra le fitte foreste e i sentieri suggestivi che circondano i laghi Ampollino e Passante. Sotto la nuova e suggestiva denominazione di “OPERA SILA”, l’evento prenderà vita nel territorio del Comune di Taverna, abbracciando interamente la cornice incontaminata del Parco Nazionale della Sila, un’area protetta che rappresenta un vero e proprio polmone verde nel Mediterraneo.

La rassegna, organizzata dall’associazione Vivodimusica sotto la direzione artistica del cantautore Antonio Pascuzzo, si svilupperà lungo i primi tre fine settimana di settembre, specificamente nei giorni 5-6, 12-13 e 19-20 del mese. Per preservare l’equilibrio della fauna e consentire una totale immersione sensoriale, tutte le attività si svolgeranno esclusivamente nelle ore diurne, dal mattino fino al primo pomeriggio, escludendo qualsiasi appuntamento serale. Questa scelta logistica sottolinea il profondo rispetto verso l’ecosistema ospitante e invita il pubblico a riscoprire la montagna nel momento della sua massima luminosità e vitalità, quando i raggi del sole filtrano tra i pini larici creando giochi di luce indimenticabili.

I partecipanti potranno accedere gratuitamente a escursioni guidate nei boschi, concepite non come semplici camminate, ma come percorsi a ritmo lento orientati all’osservazione e all’ascolto profondo del paesaggio. La guida di questi itinerari è affidata a Giovanni Vizza, esperto ambientale del Parco e da tempo impegnato nella tutela del patrimonio naturalistico, il quale promuove attivamente il riciclo creativo attraverso l’Associazione “Il Barattolo Ecotronei”, sostenuto dal contributo appassionato della scrittrice e storica Maria Assunta Albi. A arricchire il cammino vi saranno preziosi momenti di divulgazione scientifica e culturale, grazie agli interventi di esperti botanici come Carmine Lupia, che svelerà la storia, i segreti e le peculiarità della vegetazione locale, trasformando ogni passo in un’occasione di conoscenza.

Il vero elemento di rottura e originalità di questa edizione risiede nelle cosiddette “imboscate artistiche”. Lungo i sentieri, senza preavviso, senza palchi e in assenza di strutture artificiali, gli artisti ospiti sorprenderanno i camminatori manifestandosi direttamente tra gli alberi. In questo modo, l’altopiano silano si trasforma in un palcoscenico naturale a cielo aperto, realizzando una perfetta integrazione tra espressione creativa e ambiente circostante. La musica e le parole non si sovrappongono alla natura, ma si fondono con il fruscio delle foglie e il profumo di resina. In questo contesto si inserisce anche una giornata speciale organizzata in collaborazione con il Premio Tenco, intitolata “Il Tenco delle Due Sicilie”, interamente dedicata alla canzone d’autore e al dialogo culturale tra le diverse anime musicali che popolano e uniscono il Mezzogiorno.

La riflessione culturale non si esaurisce con i cammini musicali. Al termine delle escursioni del sabato, il pubblico e gli ospiti si ritroveranno per dare vita a “RITORNO ALL’OVILE”, un talk conviviale strutturato con un ritmo dinamico e uno stile radiofonico. Curato con le incursioni del direttore artistico Antonio Pascuzzo e di Ivan Talarico, questo spazio vedrà il confronto tra antropologi, artisti, studiosi, amministratori, imprenditori e residenti. Il dibattito ruoterà attorno ai temi cruciali della lingua del bosco, delle proprie radici culturali, del concetto di “restanza” e delle nuove modalità di presenza attiva nei piccoli paesi delle aree interne calabresi. Il bosco diventerà così la metafora perfetta delle comunità umane, un luogo vivo in cui sono proprio le differenze e la fitta rete di relazioni a generare equilibrio, resilienza e un profondo senso di appartenenza.

Il nome scelto per questa svolta, OPERA SILA, non è affatto casuale. Esso richiama esplicitamente l’omonima istituzione storica del dopoguerra nata per dare supporto economico e sociale a coloro che avevano scelto di rimanere a vivere e a lavorare sull’altopiano. Attraverso una reinterpretazione in chiave contemporanea e culturale, il titolo si trasforma in un manifesto ideale per scardinare il radicato luogo comune che associa il passaggio dell’uomo in Calabria unicamente alle piaghe dell’abusivismo edilizio. L’iniziativa intende al contrario celebrare un intervento umano virtuoso e lungimirante: la creazione del sistema di laghi artificiali silani. Progettato nei primi anni del Novecento, questo grandioso sistema ingegneristico non ha deturpato il territorio, ma ne ha radicalmente migliorato l’ambiente, favorendo la nascita e lo sviluppo di un ecosistema umido che oggi è scientificamente riconosciuto come uno dei più ricchi e preziosi dell’intera Europa.

Il cammino di “A Farla Amare Comincia Tu” prosegue dunque verso una costante ricerca volta ad accendere i riflettori sui luoghi della regione meritevoli di una nuova attenzione collettiva, stimolando forme inedite di sensibilità e osservazione. Il viaggio ha vissuto un prologo emblematico il 28 luglio, in coincidenza con la Giornata Mondiale della Conservazione della Natura, con una presentazione speciale svoltasi in un set allestito direttamente tra i boschi silani, nei luoghi allora interessati dagli interventi di pulizia e ripristino dei sentieri, dove il paesaggio si è fatto soggetto vivo che dialoga e chiede ascolto.

L’intero progetto è stato reso possibile grazie al finanziamento della Regione Calabria nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Eventi Straordinari: la Calabria che incanta”, con risorse del POC 2014/2020. La solida rete istituzionale vede il coinvolgimento del Comune di Taverna, del Parco nazionale della Sila e del Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro, affiancati da importanti partner attivi sul territorio quali Cultura Italiae ONG Unesco, il Centro Calabrese di Solidarietà, l’associazione Il Barattolo Ecotronei e la Stazione meteorologica di Sant’Elia curata da Francesco Benevento. Tutti uniti per svelare l’incanto di una Calabria montana, maestosa e fiera, che attende solo di essere amata.