Non accenna a fermarsi la corsa al rialzo dei prezzi del carburante in Italia, determinando una situazione particolarmente critica in Calabria, dove il contesto sta raggiungendo livelli di allarme rosso. L’organizzazione sindacale Confail Faisa ha lanciato un forte grido d’aiuto, esprimendo profonda preoccupazione per un’impennata dei costi che rischia di dare il colpo di grazia all’economia locale.
Questo quadro estremamente critico trova conferma anche negli ultimi dati diffusi dal Codacons, secondo cui il mancato rinnovo del taglio delle accise potrebbe costare ai consumatori un totale di 1,4 miliardi di euro, gravando in modo drammatico sui bilanci delle famiglie. In un territorio morfologicamente complesso come quello calabrese, in cui il trasporto su gomma rappresenta una linea vitale per i collegamenti, il caro-carburante sta colpendo con forza soprattutto due categorie: gli autotrasportatori e i lavoratori pendolari del Trasporto Pubblico Locale.
L’impatto sul trasporto pubblico e sui pendolari
La combinazione tra la cessazione dei sussidi fiscali e i rincari diffusi sta generando una pressione insostenibile per il comparto della mobilità. La segreteria regionale del sindacato ha evidenziato come le ripercussioni stiano colpendo in modo diretto i lavoratori che non hanno alternative all’uso del mezzo proprio per gli spostamenti quotidiani.
«Per il Tpl Calabrese e le aziende di trasporto – si legge nella nota ufficiale diffusa dall’organizzazione sindacale – la situazione sta peggiorando e continuerà a gravare soprattutto sui lavoratori che utilizzano i propri veicoli per raggiungere il posto di lavoro, con un percorso chilometrico di circa 30/70 km al giorno. L’aumento del carburante purtroppo non è l’ unica nota negativa, in quanto vi sono stati aumenti nelle forniture di luce e gas e anche sul prezzo dei beni di prima necessità. Il cosiddetto “sconto” doveva avere un impatto positivo per la popolazione, invece allo stato attuale sembrerebbe che il taglio alle accise non sia stato prorogato, portando allo stremo un’intera nazione e mettendo in ginocchio le famiglie».
Le richieste di intervento alle istituzioni
La vulnerabilità infrastrutturale della regione amplifica gli effetti negativi di questa nuova ondata di aumenti alla pompa, poichè le spese di trasporto si sommano a quelle relative alle utenze domestiche e ai beni alimentari di prima necessità.
Di fronte a una prospettiva di progressivo impoverimento del tessuto produttivo e sociale, la Confail Faisa ha indirizzato un appello urgente all’esecutivo nazionale e ai vertici della Regione Calabria. Il sindacato chiede un intervento immediato da parte del Governo, del Ministero dei Trasporti e al Presidente della Regione Calabria «al fine di adottare misure concrete e soluzioni imminenti per salvaguardare l’economia delle famiglie calabresi, a tutela delle aziende di trasporto e del Tpl regionale per evitare un collasso dell’intera popolazione».



