HomeCostume & SocietàCulturaA Cerisano la meraviglia universale del...

A Cerisano la meraviglia universale del tempo nella lectio magistralis del professor Francesco Valentini.

Di Pierfrancesco Greco

Perdere il filo affrontando certe questioni è alquanto facile: il tempo è una di tali questioni … Il tempo è qualcosa di difficilmente definibile … Esso è qualcosa: qualcosa in cui siamo immersi, qualcosa che scandisce la nostra esperienza esistenziale, qualcosa in mancanza di cui questa esperienza neanche esisterebbe … Il tempo, insomma, è strettamente connesso alla nostra vita … È la nostra vita … Il suo essere relativo è aspetto che affascina e spaventa, interroga e inquieta, fino a far perdere il sonno, come ha evidenziato ieri sera Francesco Valentini, Professore Ordinario di Fisica Teorica della Materia, nonché Direttore del Dipartimento di Fisica presso l’Università della Calabria, il quale, a Cerisano, nella caratteristica cornice di Piazzetta Chiocciola, ha tenuto un seminario sul tema “L’enigma dell’orologio dell’Universo”, promosso, tra gli altri, dall’Unical e dal Comune di Cerisano, nell’ambito del Progetto “La cultura non va in vacanza”, curato dal consorzio Cultura e Innovazione. Attraverso un percorso espositivo dipanatosi tra scienza e filosofia, rinfrescato dalla leggerezza di un sottile senso dell’humor, Valentini è riuscito a costruire un racconto articolato e appassionante, veicolato con parole e figure capaci di carpire l’attenzione del pubblico. Così, in un’ora di esposizione, la complessità di una tematica a cui scienziati, intellettuali e filosofi hanno dedicato studi, riflessioni, esistenze intere ha assunto i caratteri intriganti della narrazione, che, spaziando tra Einstein, Galileo e Sant’Agostino, ha permesso ai presenti di appropinquarsi alla multiforme concettualizzazione afferente al tempo con curiosità e interesse, che, tosto, si è tramutata in meraviglia: la meraviglia di soffermarsi sulla straordinarietà della dimensione in cui facciamo esperienza della realtà che viviamo; quella realtà in cui ogni sospiro verso l’infinito, ogni

sguardo verso il firmamento, verso la profondità dell’universo è un salto fulmineo verso ciò che è stato, un ponte tra passato e presente, un anelito proteso al futuro, oltre tutto, alla ricerca di quel tempo che non è ineluttabilmente perduto e che, certamente, non vogliamo perdere.