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La transumanza come leva di sviluppo per la Calabria: l’impegno di Regione e allevatori

Trasformare la transumanza da patrimonio della memoria a leva di sviluppo per il territorio. Questa è la sfida lanciata dalla Regione Calabria e dall’Associazione regionale allevatori (Ara) con l’iniziativa sulla transumanza tenutasi nella Sala verde della Cittadella regionale. L’obiettivo è fare di questa pratica pastorale, riconosciuta dall’Unesco quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità, uno strumento di valorizzazione del patrimonio zootecnico, culturale e ambientale calabrese. Si tratta di un percorso che punta a creare sinergie tra istituzioni, allevatori, università, enti locali e comunità, mettendo in relazione tradizione, ricerca, turismo e sviluppo locale per generare nuove opportunità in favore delle aree interne e del comparto zootecnico regionale.

Il valore identitario ed economico della razza podolica

“La transumanza della razza podolica rappresenta una tradizione millenaria e uno dei principali marcatori identitari della Calabria. Il trasferimento stagionale degli armenti tra la montagna e il mare è parte integrante della nostra storia e del nostro patrimonio culturale. Per questo, in questi anni la Regione ha sostenuto con convinzione gli allevatori che, con impegno e resilienza, continuano a custodire questo modello di allevamento”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo.

L’assessore ha poi proseguito sottolineando la strategia per il futuro: “Riteniamo che la tutela e la valorizzazione della razza podolica siano fondamentali per il futuro del comparto zootecnico calabrese. Abbiamo attivato per questo motivo misure di sostegno dedicate e siamo impegnati ad affrontare con determinazione criticità importanti, come la tubercolosi bovina, attraverso azioni di prevenzione e controllo, continuando a garantire la massima vicinanza agli allevatori. La podolica rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo: la Calabria dispone di pascoli estesi, aree naturali di grande pregio e condizioni ideali per garantire elevati standard di benessere animale. Sono caratteristiche che rendono la nostra regione un punto di riferimento per questo tipo di allevamento e sulle quali intendiamo investire ulteriormente, rafforzando anche la filiera della carne podolica. La transumanza della podolica, inoltre, non è soltanto un’attività produttiva, ma un’esperienza di grande valore culturale e paesaggistico, capace di rafforzare l’attrattività turistica del territorio. È un patrimonio che merita di essere conservato, raccontato e trasformato in un’opportunità di sviluppo sostenibile per le comunità locali”.

I dati del settore confermano la rilevanza della regione nel panorama nazionale, come ribadito dal dirigente del settore Ambiente e zootecnica del dipartimento regionale Agricoltura, Giovanni Pandullo, che ha moderato i lavori. In Calabria operano circa 450 aziende con 16.000 capi, cifre che corrispondono all’11% delle aziende e al 12% del patrimonio nazionale della razza. Per supportare questo comparto, la Regione destina 13 milioni di euro l’anno e ha previsto oltre 45 milioni di euro nella programmazione 2023-2027.

Ricerca scientifica, territorio e il progetto Tracce

Durante l’incontro sono emersi diversi contributi istituzionali. Il direttore generale del Dipartimento Agricoltura, Giuseppe Iritano, ha evidenziato la necessità di affiancare alle iniziative sul territorio un momento di approfondimento scientifico attraverso il coinvolgimento delle università, per rafforzare la conoscenza e la valorizzazione di questo patrimonio. Il commissario di Ara Calabria, Antonio Arnone, ha ricordato il profondo legame tra la transumanza, la razza podolica e l’identità delle comunità rurali, a testimonianza di un’eredità da preservare e trasmettere alle nuove generazioni.

Il fulcro della manifestazione è stato il progetto “Tracce – Turismo Rurale Antico: Cammini, Cultura ed Esperienze”, illustrato dalla direttrice di Ara Calabria, Filomena Citraro. Nato nell’ambito dell’iniziativa nazionale promossa dall’Associazione Italiana Allevatori, il progetto è stato sviluppato in Calabria con il coinvolgimento delle università, dei Comuni attraversati dai tratturi, del Gal dei Due Mari e delle associazioni locali.

“L’obiettivo era uscire dagli schemi e trasformare la zootecnia in un’opportunità di sviluppo del territorio. Gli allevatori svolgono un lavoro difficile e meritano di essere sostenuti non solo sotto il profilo tecnico, ma anche attraverso iniziative capaci di creare economia, turismo e nuove opportunità. Coinvolgendo istituzioni, ricerca, imprese e cittadini abbiamo dimostrato che è possibile fare rete”, ha spiegato Filomena Citraro.

L’iniziativa ha previsto tre giornate lungo il tratturo storico della provincia di Catanzaro, includendo l’incampanatura della mandria, il cammino della transumanza, degustazioni e attività nei borghi, con il coinvolgimento della ristorazione locale per la proposta di piatti a base di carne podolica. Tra i risultati previsti figura anche la realizzazione di un docufilm dedicato alla transumanza calabrese che confluirà in un progetto nazionale; il trailer sarà presentato al Vinitaly come strumento di promozione territoriale.

Le sinergie istituzionali e i ringraziamenti

Anche l’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, ha espresso il proprio sostegno ai soggetti coinvolti nella riuscita della Transumanza 2026, con un ringraziamento particolare all’assessorato all’Agricoltura, al dirigente Giovanni Pandullo, all’Associazione regionale degli allevatori e all’allevatore Raffaele Vavalà. Un ringraziamento è stato rivolto inoltre ai sindaci dei comuni interessati dal passaggio della mandria, in particolare ai primi cittadini di Tiriolo, Gimigliano e Taverna per la disponibilità data durante la due giorni.

“Valorizziamo la transumanza ponendola al centro di un percorso di crescita culturale e di promozione turistica che ne rafforzi il valore identitario per la Calabria. Tracce 2026 rappresenta il primo concreto momento di attuazione dello spirito della legge regionale e accompagnerà cittadini, allevatori, istituzioni e visitatori in un percorso che unirà tradizione, cultura e sviluppo del territorio. La transumanza non è soltanto una tradizione da conservare, ma una risorsa da vivere e promuovere”, ha concluso Montuoro.