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Incidente Mongrassano, FenealUil Calabria: “A 23 anni non si può morire lavorando”

La tragica morte di un giovane operaio di appena 23 anni, deceduto durante un intervento di manutenzione nel parco eolico “Aria del Vento” a Mongrassano, in provincia di Cosenza, rappresenta l’ennesima drammatica pagina per il mondo del lavoro calabrese e per l’intero Paese.

La vicenda ha sollevato profondo cordoglio e riaperto il tema delle garanzie di tutela per chi opera in settori ad alto rischio. Il segretario generale della FenealUil Calabria, Giacomo Maccarone, ha espresso la vicinanza dell’organizzazione alla famiglia e ai colleghi del giovane:

«Morire sul lavoro a soli 23 anni significa interrompere una vita, spezzare sogni, affetti e progetti. È una ferita che colpisce l’intera comunità e che impone una riflessione seria sul valore che il nostro Paese attribuisce alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dietro ogni incidente mortale non ci sono soltanto numeri o statistiche, ma persone, famiglie e comunità che vedono il proprio futuro cambiare per sempre».

L’accertamento dei fatti e la necessità di interventi concreti

Sulle cause dell’incidente e sulle eventuali responsabilità sono in corso le indagini della magistratura, alla quale l’organizzazione sindacale rinnova piena fiducia per chiarire la dinamica e verificare il rispetto dei protocolli previsti dalle normative vigenti.

Al di là degli accertamenti giudiziari, la FenealUil Calabria evidenzia come ogni dramma sul lavoro costituisca un fallimento per il sistema produttivo e istituzionale, richiamando l’urgenza di trasformare la sicurezza da adempimento formale a investimento strutturale.

Per evitare il ripetersi di simili eventi, il sindacato individua alcune priorità fondamentali:

Formazione continua e qualificata per il personale.

Incremento dei controlli e della vigilanza nei cantieri e nei luoghi di lavoro.

Maggiore qualificazione delle imprese coinvolte negli appalti pubblici e privati.

Rafforzamento degli organici degli ispettorati del lavoro per garantire controlli più frequenti.

La sicurezza come diritto fondamentale

Il lavoro deve continuare a rappresentare uno strumento di dignità e sviluppo, senza tramutarsi in un rischio per la vita. La tutela della salute sui luoghi di lavoro richiede l’impegno corale di istituzioni, aziende, sindacati e organi di controllo, con l’obiettivo comune di diffondere una reale cultura della prevenzione.

Giacomo Maccarone ha concluso richiamando l’attenzione sull’essenza del problema:

«Non possiamo accettare che il lavoro, che dovrebbe rappresentare dignità, crescita e futuro, continui a trasformarsi in una condanna a morte. La sicurezza non è un costo, ma un diritto fondamentale e un dovere morale che nessuno può permettersi di trascurare. Per questo continueremo a batterci con determinazione affinché tragedie come quella di Mongrassano non abbiano più a ripetersi».