L’enclave spagnola di Ceuta, situata in territorio marocchino, è teatro di una delle più gravi crisi migratorie degli ultimi anni. Nelle ultime ore migliaia di persone hanno raggiunto la città a nuoto o varcando il confine terrestre, scatenando un’emergenza umanitaria e diplomatica che coinvolge direttamente Spagna, Italia e Unione Europea.
Il drammatico bilancio delle vittime in mare
Il quadro resta estremamente critico. Nelle ultime 24 ore si registrano almeno 16 morti per annegamento e decine di dispersi. Con questi ultimi decessi, le vittime conteggiate nelle acque di Ceuta dall’inizio dell’anno salgono a 44, un numero che si avvicina ai 46 casi complessivi rilevati nel 2025.
Le immagini mostrano un flusso ininterrotto di uomini, donne con bambini piccoli, minori e persone con disabilità. Dopo giorni di tentativi di contenimento da parte della Guardia Civil tramite droni, motovedette e sistemi di sorveglianza lungo il frangiflutti del Tarajal, la pressione sul confine è diventata insostenibile, richiamando alla memoria la crisi del maggio 2021.
La mobilitazione delle autorità e la richiesta dello stato di emergenza
Il governo di Madrid sta predisponendo lo schieramento dell’esercito per rafforzare i controlli alla frontiera, mentre Bruxelles segue con attenzione la tutela dei confini esterni dell’Unione.
Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha evidenziato un afflusso compreso tra 1.500 e 2.000 persone nell’ultima settimana, con una media giornaliera di circa 300 arrivi.
“Siamo di fronte a un’assoluta emergenza umanitaria e sociale”
Ha affermato Vivas, sollecitando la proclamazione dello stato di emergenza nazionale, l’istituzione di un comando unico e il supporto continuo delle forze armate. Anche l’Assemblea di Ceuta si è espressa all’unanimità per richiedere la chiusura temporanea del valico con il Marocco.
Lo scontro politico e diplomatico tra Italia e Spagna
La situazione ha generato un forte attrito istituzionale tra Roma e Madrid. La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, al termine di un confronto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha prospettato la possibilità di valutare la sospensione degli accordi di Schengen con la Spagna.
“Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei”
Posizione condivisa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. La reazione del governo spagnolo si è concretizzata con la convocazione dell’ambasciatore italiano e le dure parole del ministro degli Esteri José Manuel Albares: “Questo messaggio del ministro degli Esteri di un Paese amico e partner da cui ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica è indegno”
I fattori dell’esodo e l’impatto sulla popolazione locale
Povertà, assenza di prospettive, attività delle reti di trafficanti, passaparola sui canali social e condizioni meteo favorevoli nel Canale di Gibilterra figurano tra le cause principali del fenomeno. A queste si aggiunge una recente sentenza del Tribunale Supremo spagnolo che ha escluso i respingimenti immediati per chi giunge via mare. Come spiegato da Ismail El Makdoubi, presidente dell’associazione Exmenas: “Non trovano vie legali. La loro unica possibilità è buttarsi in mare ed entrare a Ceuta”
Tra le persone riuscite a completare la traversata figura anche Farath, atleta della nazionale marocchina di pallavolo.
Sul territorio la pressione resta altissima. La colonna di persone in attesa al confine si estende per circa 5 chilometri, mentre i residenti manifestano forte preoccupazione per la presenza di migliaia di migranti presenti nelle strade cittadine senza una destinazione o un’assistenza immediata.



