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Schiusa record a Zambrone: 84 tartarughe Caretta caretta nascono tra gli ombrelloni

Un tratto di spiaggia affollato da ombrelloni e lettini si è trasformato in uno scenario naturale straordinario. A Zambrone è stato individuato il quarto nido di tartaruga marina della stagione lungo il litorale vibonese, un evento inaspettato ma gestito con successo grazie al tempestivo intervento dei presenti e alla cura del Circolo Legambiente Ricadi.

Il ritrovamento si deve alla pronta segnalazione di una bagnante e all’efficace lavoro dei bagnini e del personale del Lido La Bianca Spiaggia. L’area è stata subito recintata e protetta, in attesa dell’arrivo delle squadre di esperti e dei volontari.

Le prime tartarughine spuntano dalla sabbia

La deposizione delle uova è avvenuta indicativamente sessanta giorni fa, prima che prendessero il via i monitoraggi sistematici delle spiagge; per questa ragione il nido non era mai stato censito in precedenza. La sua esistenza si è rivelata solo nel momento in cui due piccole tartarughe Caretta caretta sono sbucate improvvisamente dalla sabbia in mezzo ai bagnanti.

A notarle per primo è stato Andrea Grillo, bagnino dello stabilimento balneare, che assieme ai propri colleghi si è attivato per mettere in sicurezza l’area circostante. Nelle ore e nei giorni successivi è entrata nel vivo la schiusa vera e propria, con un totale di ben 84 esemplari venuti alla luce.

Il ruolo della comunità e la tutela della specie

La messa in sicurezza e il monitoraggio continuo dell’area sono stati presieduti dai volontari del Circolo Legambiente Ricadi, affiancati da personale autorizzato dal Ministero. La nascita progressiva dei piccoli ha richiamato l’attenzione di molti turisti e residenti, i quali hanno assistito all’evento mantenendo una distanza di rispetto e agevolando le operazioni dei soccorritori.

La vicenda evidenzia l’importanza del lavoro di rete lungo il litorale vibonese. Il coordinamento e la sinergia tra stabilimenti balneari, gestori delle strutture, operatori turistici, amministrazioni locali e semplici cittadini si dimostrano strumenti sempre più incisivi per la salvaguardia della biodiversità e la conservazione della specie sulle coste calabresi.