L’Inps ha definito le modalità operative per l’applicazione di due strumenti d’incentivo pensati per agevolare l’ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro di donne e giovani. I provvedimenti mirano a contrastare il precariato e a ridurre le difficoltà occupazionali incontrate da specifiche fasce di lavoratori attraverso significativi esoneri contributivi dedicati alle aziende.
Agevolazione per le madri di famiglie numerose
Con la circolare n. 82 del 29 luglio 2026, l’Inps ha illustrato la procedura per accedere all’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2026. La misura si rivolge ai datori di lavoro privati che assumono donne con almeno tre figli minori di 18 anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
L’incentivo prevede un abbattimento fino al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi Inail, fino a un importo massimo di 8.000 euro all’anno. La durata del beneficio è commisurata al tipo di contratto: 12 mesi per i rapporti a tempo determinato, fino a 18 mesi complessivi in caso di trasformazione a tempo indeterminato e 24 mesi nell’eventualità di assunzione diretta a tempo indeterminato.
Incentivi per la stabilizzazione dei giovani under 35
Accanto al sostegno per le lavoratrici madri, l’Istituto ha pubblicato il messaggio n. 2518 del 29 luglio 2026, contenente le istruzioni relative agli incentivi previsti dal decreto Lavoro 2026 per i giovani di età inferiore a 35 anni.
Lo strumento intende promuovere la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Attraverso queste disposizioni si punta a favorire l’inserimento stabile dei giovani all’interno delle aziende e a consolidare la continuità dei rapporti lavorativi nel tempo.



