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Mare sporco o fenomeno naturale? Nel Tirreno scattano le analisi d’acqua

Un’immagine che nessun turista o cittadino vorrebbe mai trovarsi davanti, specialmente nel pieno della stagione estiva. Chiazze giallastre e marroncine affiorano a pelo d’acqua lungo il litorale, creando un evidente e comprensibile disgusto tra i tanti bagnanti presenti sulla battigia. È la situazione che abbiamo documentato con foto alla mano e che sta accendendo forti discussioni sulle coste del Tirreno cosentino.

Dopo la nostra prima segnalazione e le numerose proteste arrivate dai cittadini, è arrivata la presa di posizione istituzionale: il Sindaco di Paola ha formalmente richiesto l’intervento immediato delle autorità competenti. Proprio in queste ore si sta provvedendo al prelievo dei campioni d’acqua, e molto presto si conosceranno gli esiti ufficiali delle analisi.

L’ipotesi naturale: fioritura algale e caldo record

Ci auguriamo fortemente che la spiegazione vada nella direzione di un fenomeno del tutto naturale. La presenza di alghe e schiume nel Mar Tirreno durante la stagione estiva è infatti un evento spesso legato al forte calore e all’aumento prolungato delle temperature dell’acqua, che ultimamente superano con facilità i 29°C. Non si tratterebbe dunque — e ce lo auguriamo con tutto il cuore — di inquinamento da scarichi o spazzatura, bensì di fioriture microalgali o accumuli di vegetazione marina favoriti dalle eccezionali condizioni climatiche.

La risposta ai lettori e il rispetto per il nostro mare

Sulle nostre pagine social il dibattito resta acceso. Tanti turisti sfogano l’amarezza di chi ha pagato fior di quattrini per godersi la vacanza e si ritrova di fronte a un simile scenario; altri, al contrario, ci hanno tacciato di essere “bugiardi” o di voler affondare l’immagine del territorio.

A questi ultimi ribadiamo il concetto: è tutt’altro che nostro interesse scrivere male della regione in cui viviamo, lavoriamo e che amiamo. Proprio ieri abbiamo ricevuto tantissime altre segnalazioni dal Tirreno cosentino e abbiamo preferito soprassedere, per il bene e la tutela della nostra costa. Tuttavia, documentare la realtà è un dovere di cronaca.

Non resta che attendere i risultati dei campionamenti per fare definitiva chiarezza e restituire serenità a residenti e villeggianti.