È partita la mobilitazione promossa dal Comitato “31 Ottobre Co- senza ospedale” per la raccolta delle firme necessarie a richiedere un referendum consultivo sulla collocazione del nuovo ospedale cittadino. L’obiettivo dichiarato dall’organizzazione è depositare le sottoscrizioni nei tempi previsti per consentire l’abbinamento della consultazione popolare alle prossime elezioni amministrative, chiamando così i residenti a esprimere direttamente la propria preferenza sul sito della futura struttura sanitaria.
La consultazione popolare sulla localizzazione tra la città e Arcavacata
Il quesito punta a mettere al centro del dibattito politico e sociale la scelta dell’area destinata a ospitare il presidio ospedaliero, contrapponendo la sede urbana a quella di Arcavacata. Dalle parole dei rappresentanti del movimento emerge la determinazione nel portare a termine l’iter procedurale: “Abbiamo iniziato la raccolta di firme per il referendum sull’ospedale di Cosenza. La depositeremo in tempo utile per fare sì che si voti insieme alle amministrative”.
La nota prosegue sottolineando la fiducia nell’esito del voto e l’accettazione democratica di qualsiasi verdetto espresso dalle urne: “Chiederemo ai cosentini se vogliono l’ospedale in città o ad Arcavacata. Se diranno di no accetteremo democraticamente il risultato ma siamo sicuri che sarà un’altra sconfitta per chi i referendum li perde abitualmente”.
La mobilitazione sul territorio e la difesa dell’identità cittadina
Il programma delle attività prevede una fase di forte radicamento territoriale a partire dal mese di settembre, con l’estensione del confronto a diverse realtà sociali ed economiche locali. Il comitato ha già avviato l’interlocuzione con la categoria dei commercianti ed intende estendere il dialogo ai comitati di quartiere e alle associazioni della città, confidando in una risposta partecipata da parte della popolazione.
Nel comunicato vengono espresse posizioni critiche verso la gestione amministrativa passata e verso l’attuale assetto politico, rivendicando la centralità del capoluogo: “Cosenza ha un grande futuro se recupera il suo orgoglio e la sua identità. Toglierle l’ospedale significherebbe derubricarla a quartiere. È una città che deve investire sulla sua cultura e che oggi vive nel degrado dopo anni in cui le sue finanze sono state letteralmente spolpate”.



