Incredulità e sgomento a Trebisacce per la violenta aggressione, il pestaggio e poi l’abbandono di fronte al presunto luogo di soccorso. Questa, sarebbe una delle ipotesi principali al vaglio degli inquirenti che tentano di ricostruire le ultime ore di vita di Ornella Forastefano, la donna di 46 anni deceduta nella notte presso l’ospedale di Trebisacce. La vittima è giunta nella struttura sanitaria in condizioni agonizzanti, presentando diverse lesioni visibili sul corpo. Sarà l’autopsia, disposta dalle autorità competenti, a chiarire con esattezza le cause del decesso e l’origine dei traumi riscontrati.
Il blocco a Bari e il profilo dell’uomo rintracciato
Nelle ore successive al rinvenimento della donna, le forze dell’ordine hanno rintracciato ed evidenziato la posizione di Elvis Metvelai, 42 anni, di nazionalità albanese. L’uomo, residente a Trebisacce da diversi anni, aveva intrapreso da qualche mese una relazione con la vittima, con la quale conviveva da circa un mese. Il quarantaduenne è stato bloccato presso il porto di Bari, nel timore che potesse imbarcarsi per fare rientro in Albania. Attualmente si trova ristretto nel carcere del capoluogo pugliese a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa della richiesta di convalida del fermo da parte della Procura di Bari. Il profilo dell’uomo annovera precedenti legati a inchieste antidroga della Direzione Distrettuale Antimafia, tra cui l’operazione Skhodar del 2008.
Le indagini in corso e l’analisi dei filmati
Gli approfondimenti investigativi si concentrano sulla vita privata della vittima per definire il contesto dell’accaduto. Parallelamente, resta da chiarire l’esatta dinamica degli eventi, a partire dall’individuazione del luogo in cui sarebbe avvenuta l’aggressione fino alle modalità con cui la donna è stata trasportata all’ospedale di Trebisacce. Un contributo decisivo all’attività d’indagine potrebbe arrivare dall’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, utili a ricostruire i movimenti e le presenze nei momenti antecedenti al decesso. Una volta completati i passaggi relativi alla convalida del fermo, la Procura di Bari trasmetterà gli atti alla magistratura calabrese, titolare dell’inchiesta per omicidio.



