Un grave episodio ha scosso l’area protetta dell’Oasi ZSC IT9330098 Scolacium, situata nel territorio comunale di Squillace. All’indomani della giornata di Ferragosto, una collaboratrice dell’associazione ambientalista OPAT ha rinvenuto e rimosso una tanica colma di sostanza altamente infiammabile, celata tra le radici di un albero abbattuto.
Il pronto intuito e la reazione immediata della volontaria hanno impedito che il fluido, chiaramente riconoscibile dall’odore penetrante, venisse a contatto con fonti di innesco. L’azione rapida ha così scongiurato un potenziale rogo dalle conseguenze devastanti per l’ecosistema e la biodiversità della piana.
La denuncia dell’associazione e la preoccupazione per la tutela dell’area
L’accaduto è stato reso noto dai vertici dell’OPAT, i quali hanno manifestato profonda inquietudine per la possibile matrice dolosa del gesto. Attraverso una nota ufficiale, l’organizzazione ha espresso il proprio sconcerto per la presenza del contenitore in un punto strategico dell’oasi:
“Proprio il giorno successivo a Ferragosto, una nostra collaboratrice ha scoperto in piana Oasi ZSC Scolacium di Squillace, un contenitore nascosto in mezze alle radici di un albero caduto, che apparentemente poteva sembrare contenente della semplice acqua, ma in realtà era pieno di liquido infiammabile dal forte e inconfondibile odore. Forse dei piromani su commissione avevano lasciato li la tanica per poter poi agire indisturbati in un secondo momento? La nostra collaboratrice, dopo averci contattato ha pensato bene di prendere con sé il contenitore il cui contenuto se fosse venuto a contatto con una fonte di calore qualsiasi, avrebbe causato un innesco davvero dangerous a letale per la zona”.
I precedenti nell’Oasi di Scolacium e le criticità irrisolte
L’associazione ha ripercorso la cronologia degli eventi che hanno interessato l’area protetta negli ultimi anni, evidenziando come l’ultimo episodio si inserisca in una serie di azioni che minacciano la conservazione e la pubblica fruizione del sito. Nella medesima nota si riassumono le fasi salienti della vicenda:
“Ricordiamo che l’Oasi Scolacium ZSC IT9330098 è al centro di insane e pericolose attenzioni da quando nel 2019 ci fu il primo episodio di taglio abusivo di arbusti per una superficie di 2.300 metri quadrati, a seguire nel novembre del 2024 un altro episodio di taglio abusivo e di cantiere forestale improvvisato sequestrato e con i sigilli dei carabinieri fino ad arrivare a giugno del 2026 quando all’ingresso della pineta di via Aiace sono apparsi due cartelli di ‘proprietà privata’ e una lunga rete metallica ha recintato e ingabbiato la pineta e l’oasi tutta la cui fruizione è e deve rimanere pubblica. Tutti questi episodi hanno come protagonista la famiglia Lucifero e i suoi amministratori che, ad oggi, non hanno ancora subito nessuna conseguenza in relazione agli abusi che hanno fino ad ora perpetrato in questi spazi che ritengono erroneamente essere di loro completa ed esclusiva pertinenza”.
L’organizzazione conclude riflettendo sul valore della salvaguardia ambientale e rivolgendo un ringraziamento a chi opera quotidianamente sul campo per la sicurezza del territorio:
“Chissà a cosa e a chi sarebbe servita questa tanica di liquido infiammabile in un posto talmente delicato e così ricco di vegetazione e animali che noi ‘esseri umani’ dovremmo avere l’unica premura di tutelare e proteggere? Ringraziamo la nostra collaboratrice e sentinella che preferisce rimanere anonima e ringraziamo tutti quelli che ci aiutano nel portare avanti la nostra opera di sorveglianza e osservazione continua”.



