Il comfort termico nelle aule italiane resta un traguardo lontano per la quasi totalità degli studenti. Se nel corso dell’anno scolastico 2020-2021 soltanto 1.593 strutture su 40.342 risultavano equipaggiate con impianti di refrigerazione (pari al 3,95%), la quota ha raggiunto il 6,83% nel biennio 2023-2024, conteggiando 2.730 plessi attrezzati. Nonostante una leggera crescita della copertura, la realtà dei fatti evidenzia come più del 93% degli immobili scolastici rimanga del tutto sfornito di strumenti di mitigazione del calore.
L’impatto del clima estivo sulla riapertura di settembre
L’emergenza legata al rientro sulle cattedre durante la coda della stagione estiva rende improrogabile la riqualificazione degli ambienti d’apprendimento. Il costante prolungarsi delle temperature elevate nell’ultimo periodo solleva forti dubbi sulle condizioni della vita scolastica quotidiana. Un’efficace trasformazione del patrimonio edilizio richiede perciò risorse dedicate sia al raffrescamento per i mesi caldi, sia alla sostenibilità energetica e all’isolamento termico complessivo dei fabbricati.
Divari tra territori e piani di riqualificazione per gli enti locali
La presenza di sistemi di condizionamento varia in modo sensibile lungo la penisola, riflettendo le diseguaglianze di bilancio di Comuni e Province. Per offrire spazi idonei alle attività didattiche, diverse amministrazioni stanno cercando di predisporre programmi strutturati per coordinare la contrazione della spesa energetica con l’ammodernamento degli impianti di ventilazione e raffrescamento.



