L’estate turistica si è conclusa, i riflettori si sono spenti e i visitatori hanno fatto ritorno a casa, lasciando le comunità locali a confrontarsi con problematiche strutturali irrisolte. Al centro dell’attenzione torna la gestione degli impianti di depurazione nei comuni di Mandatoriccio e Cariati, dove emergono criticità legate alla programmazione degli interventi e all’utilizzo dei finanziamenti pubblici destinati alle infrastrutture ambientali.
La situazione delineata evidenzia un quadro complesso, in cui a fronte dell’annuncio di risorse finanziarie e progetti si riscontrano ritardi, revoche di fondi e manutenzioni insufficienti. A Mandatoriccio viene segnalata la mancata ultimazione di un depuratore finanziato per circa 600.000 euro, con conseguente perdita delle risorse assegnate. A Cariati, a seguito di segnalazioni ed esami visivi condotti lungo i corsi d’acqua e nell’area adiacente all’impianto del Fiume Nicà, sono state riscontrate anomalie ambientali tra cui ristagni d’acqua scura, patine organiche e forti esalazioni odorose, in un periodo caratterizzato dall’assenza di precipitazioni e da una ridotta portata dei torrenti.
Le richieste di trasparenza e l’intervento degli enti di controllo
Di fronte a tali evidenze, pur evidenziando la necessità di campionamenti ufficiali per determinare con esattezza la natura delle sostanze presenti, viene sollevata la questione della mancanza di dati pubblici relativi ai controlli analitici. Nonostante le segnalazioni inviate da Calabria Verde nel corso del 2025 riguardanti specifici scarichi nei torrenti di Cariati e la successiva richiesta di atti trasmessa all’Ufficio Tecnico comunale nel mese di dicembre dello stesso anno, non sono giunti riscontri formali circa gli interventi effettuati, i relativi costi e lo stato procedurale dei fanghi di depurazione.
Per sollecitare un’azione coordinata, il gruppo consiliare Lampare ha inviato due comunicazioni ufficiali tramite PEC a diversi organi competenti, tra cui il Comune di Cariati, ARPACAL, ASP, Guardia Costiera, Carabinieri Forestali, Calabria Verde e Regione Calabria. Nel documento si richiede l’effettuazione immediata di sopralluoghi, il prelievo di campioni per analisi di laboratorio, la verifica della conformità degli scarichi autorizzati, l’ispezione di eventuali bypass e l’accesso ai registri di gestione degli impianti.
Promozione turistica e tutela del territorio
Le criticità riscontrate nella gestione del ciclo delle acque reflue pongono interrogativi sull’efficacia degli investimenti promozionali della Regione Calabria. A fronte degli sforzi economici impiegati per la valorizzazione dell’immagine turistica del territorio, l’inadeguatezza delle infrastrutture depurative e lo stato dei corsi d’acqua rischiano di compromettere i risultati ottenuti. Viene dunque rivolto un appello alle istituzioni regionali affinché si passi da una fase propagandistica a un’azione concreta, basata su verifiche rigorose, pubblicazione dei dati ambientali e un monitoraggio costante dell’operato delle amministrazioni locali.



