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Copagri: “Obbligo consegna olive entro sei ore rischia di aggravare difficoltà settore”

Le nuove disposizioni per la filiera olivicola nazionale rischiano di generare forti complicazioni operative. L’obbligo di consegna e registrazione delle olive da olio entro sei ore dalla movimentazione, entrato in vigore a inizio luglio, sta sollevando crescenti preoccupazioni tra gli operatori del comparto per via del suo impatto sulle dinamiche di approvvigionamento e sulle economie locali.

In merito alle criticità applicative della misura, il presidente della Copagri Tommaso Battista ha inviato una lettera al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e al sottosegretario con delega alla filiera olivicola Patrizio La Pietra, chiedendo un rapido intervento istituzionale per la salvaguardia della filiera.

Pressioni logistiche sulle filiere locali e sui trasporti

La normativa deriva dalle disposizioni introdotte con la legge sul Made in Italy e coinvolge tutte le imprese che acquistano e rivendono olive da olio, compresi consorzi e organizzazioni di produttori. Il vincolo orario si applica a ogni passaggio di acquisizione e cessione, dagli olivicoltori ai commercianti fino ai frantoi.

In merito alle ripercussioni sulla logistica, Tommaso Battista ha dichiarato: “Pur perseguendo obiettivi più che condivisibili in termini di qualità, trasparenza e tracciabilità, l’obbligo di consegna e registrazione delle olive da olio entro sei ore, in vigore dall’inizio di luglio, rischia di limitare fortemente l’approvvigionamento di tale prodotto, con ricadute evidenti e dirette su alcune economie locali e, in seconda battuta, sulla disponibilità complessiva delle olive, andando di fatto ad aggravare la già delicata contingenza economica del comparto olivicolo nazionale”.

Il presidente della Copagri ha evidenziato come il limite temporale penalizzi in particolar modo le strutture e le aziende distanti dai maggiori centri produttivi: “Tale stringente obbligo, derivante dalle disposizioni introdotte con la cosiddetta legge sul Made in Italy, rischia di complicare sensibilmente la movimentazione delle olive, soprattutto sulle medie e lunghe distanze, andando in tal modo a penalizzare olivicoltori e frantoi lontani dai principali areali produttivi”.

La richiesta di un rinvio e il contesto economico del comparto

Di fronte all’imminente awio delle operazioni di raccolta, la confederazione agricola sottolinea la necessità di sospendere temporaneamente la misura per definire correttivi idonei insieme agli attori della filiera.

Relativamente all’esigenza di un rinvio normativo, Tommaso Battista ha sottolineato: “È fondamentale che il Dicastero dell’Agricoltura si attivi rapidamente per accordare un nuovo rinvio, dopo quello dello scorso ottobre, per l’applicazione dell’obbligo delle sei ore, in maniera tale da avere ulteriore tempo per intervenire in maniera ragionata e concertata sulle diverse criticità applicative di una norma che è più che condivisibile in termini di intenti, ma che sul piano applicativo rischia di tramutarsi in un ulteriore laccio al collo del comparto”.

Il quadro di mercato attuale vede la filiera affrontare spese operative crescenti, un’elevata presenza di giacenze svalutate e una contrazione dei listini. Concludendo l’analisi della situazione economica, Tommaso Battista ha affermato: “Il settore olivicolo-oleario nazionale sta attraversando una fase estremamente complessa, stretto tra costi di produzione in continuo aumento e quotazioni scese in alcuni casi addirittura sotto i 5 euro al litro, senza contare le elevate giacenze di prodotto, peraltro in forte e costante svalutazione; anche per questo, con le operazioni di raccolta delle olive ormai alle porte, bisogna scongiurare il concreto rischio di creare ulteriori elementi di instabilità a danno della filiera”.