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Tridico: «Basta propaganda, la Calabria ha bisogno dei numeri della realtà»

L’europarlamentare e capodelegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles, Pasquale Tridico, ha espresso un convinto sostegno al dibattito promosso da Franco Petramala per il 9 settembre al T Hotel di Lamezia Terme. L’evento vedrà l’introduzione dell’ex presidente della Regione Agazio Loiero e la relazione del professor Domenico Cersosimo, ponendosi l’obiettivo di analizzare la condizione socio-economica del territorio senza filtri.

La denuncia della narrazione regionale

Pasquale Tridico ha sottolineato la necessità di contrastare la rappresentazione mediatica attuale della regione, definendola una narrazione artificiale che non corrisponde alle reali condizioni dei cittadini. «La narrazione tossica e artificiale di una Calabria in continua ripresa, alimentata da una propaganda fatta di annunci ad effetto e promesse vuote, si scontra quotidianamente contro la cruda condizione socio-economica di un Mezzogiorno e una Calabria sempre più marginalizzate. È tempo di smontare le favole rassicuranti confezionate sui social da Occhiuto e di tornare alla concretezza dei dati», ha dichiarato l’europarlamentare.

L’iniziativa intende porre al centro del dibattito i dati reali relativi al territorio. Il contributo del professor Domenico Cersosimo offrirà un’analisi basata su ricerche dedicate al divario economico e al fenomeno dello spopolamento delle aree interne, evidenziando come la marginalizzazione sia l’esito di precisi indirizzi politici.

I nodi critici della sanità e dei fondi di coesione

Un passaggio centrale dell’intervento riguarda lo stato dei servizi sanitari e le ripercussioni sulle famiglie. Rispetto al tema della mobilità passiva e alle difficoltà di accesso alle cure, Tridico ha citato le posizioni espresse da Agazio Loiero: «Chi ha i mezzi economici prende un aereo o un treno e va al Nord, alimentando i bilanci sanitari di altre regioni con risorse che sono nostre. Chi non li ha resta, entra nelle liste d’attesa e in molti casi rinuncia. La mobilità passiva è la misura più onesta del fallimento della sanità calabrese, perché racconta una diseguaglianza che ha smesso di essere solo territoriale ed è diventata censitaria».

A queste criticità si aggiunge il confronto istituzionale sull’Autonomia Differenziata e sulla gestione delle risorse europee destinate al riequilibrio territoriale. «La scelta sciagurata dell’Autonomia Differenziata rappresenta una minaccia mortale che spacca l’Italia e istituzionalizza le disuguaglianze», ha concluso Tridico, evidenziando l’esigenza di salvaguardare la destinazione dei fondi di coesione per garantire servizi essenziali, infrastrutture e opportunità di sviluppo per i giovani.