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Festival delle Serre, cinque giorni di cultura accendono Cerisano. Di Gioia: «Un patrimonio che diventa crescita»

Cinque giorni, decine di appuntamenti e un intero paese coinvolto. Il Festival delle Serre ha chiuso la sua trentaduesima edizione a Cerisano, registrando un bilancio che ha fatto della contaminazione culturale la propria cifra stilistica. Musica jazz, teatro, comicità, cinema, presentazioni di libri, spettacoli per ragazzi e arte di strada hanno animato piazze, palazzi e spazi teatrali dal primo al 5 settembre.

Il cuore pulsante della sezione musicale ha battuto a Palazzo Sersale. La rassegna si è aperta con il concerto di Denise King & The Hammond Groovers, seguita la sera successiva da Frida Bollani Magoni, accompagnata in parte dalle percussioni di Mark Glentworth. La terza giornata ha visto sul palco la chitarrista Eleonora Strino insieme a Giulio Corini e Zeno De Rossi, mentre il 4 settembre la pianista e cantante Francesca Tandoi si è esibita con Emma Smith, Stefano Senni e Pasquale Fiore. Il gran finale è stato affidato al pianoforte e alla voce di Raphael Gualazzi, affiancato da Anders Ulrich al contrabbasso e Gianluca Nanni alla batteria.

Comicità all’Anfiteatro e programmazione diffusa

La scena dell’Anfiteatro ha proposto un ricco cartellone comico. Gabriele Cirilli ha inaugurato la sezione con lo spettacolo “CiRider – Il mio viaggio, la mia biografia”. Successivamente si sono avvicendati Francesco Procopio con “Mica so io? Mannaggia ’a Cardarella”, Fill Pill con la sua “Divulgazione coatta ambientale”, Giovanni Vernia e, nella serata conclusiva, Valeria Graci con “Volevo essere io”.

Attorno agli eventi principali si è sviluppata una programmazione diffusa sul territorio. Per la sezione cinema sono state proposte proiezioni come “Toy Story 5”, “Supergirl”, “Jumpers”, “Super Mario Galaxy” e “Odissea”. Gli spettacoli di strada, tra cui “Non rompitemi le bolle”, “Carillon”, “Labbollatorio”, “Mastro Focalaio” e “L’Alchimista”, hanno animato le piazze per le famiglie, mentre il Teatro Saccoman ha ospitato la rassegna per ragazzi. La musica è proseguita nei punti Corner e Agorà, fino al concerto conclusivo dei Rocks’n Dolls in Piazza Zupi. Lo spazio dedicato al confronto culturale ha visto la presentazione dei volumi “Accadeva nello studio Gullo” di Enzo Aprile e “Guerrieri” di Gianluca Guida.

Il ruolo strategico di Palazzo Sersale e le prospettive future

Il sindaco Lucio Di Gioia ha sottolineato l’importanza strategica della manifestazione per la crescita del territorio. «Abbiamo immaginato Palazzo Sersale come un hub culturale al servizio dell’intera Calabria, un luogo dedicato alla formazione, alla conoscenza e alla crescita delle nuove generazioni», ha spiegato il primo cittadino, evidenziando come i fondi del PNRR siano stati integralmente utilizzati e rendicontati. Di Gioia ha ricordato le collaborazioni avviate con l’Università della Calabria e con il Conservatorio di Cosenza, i percorsi di alta formazione, il master universitario, il polo audiovisivo e la scuola di politica per i giovani.

«Palazzo Sersale deve vivere durante tutto l’anno e per riuscirci servono nuove risorse e una presenza forte delle istituzioni europee. La questione meridionale deve tornare al centro del dibattito politico. In Calabria esistono competenze, energie e una nuova classe dirigente pronta a lavorare», ha proseguito Di Gioia, aggiungendo: «La cultura resta uno dei grandi patrimoni del Sud. Non chiediamo elemosine. Chiediamo rispetto, attenzione e la possibilità di trasformare ciò che abbiamo in occasioni concrete di crescita».

Il sindaco ha espresso il proprio ringraziamento alla comunità per la partecipazione e l’accoglienza, definendo le cinque giornate come un momento in cui Cerisano ha saputo allargare i propri confini. L’appuntamento è già fissato per la trentatreesima edizione, programmata per il 2027.