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Professioni sanitarie, boom di adesioni. Giuliano (UGL): “La sanità torna ad attrarre i giovani, ora bisogna investire sul loro futuro”

Il ritorno di interesse dei giovani verso le professioni sanitarie rappresenta un segnale importante per il futuro del nostro Servizio sanitario nazionale. Sono oltre 74.000 i candidati attesi per il test di accesso ai corsi di laurea delle 22 professioni sanitarie, a fronte di 38.184 posti disponibili. Si tratta di oltre 10.000 domande in più rispetto allo scorso anno, con un incremento del 16%.

Il dato segna un netto cambio di rotta dopo il calo delle domande rilevato nel periodo precedente. Figure come fisioterapisti, ostetriche, dietisti, tecnici sanitari e igienisti dentali tornano ad attrarre le nuove generazioni, confermandosi come scelte solide sia dal punto di vista formativo che professionale.

Il recupero di infermieristica e le richieste per la tenuta del sistema

In questo scenario spicca il recupero del corso di laurea in Infermieristica, che registra quasi 21.500 candidature, pari a una crescita del 14% rispetto alle 18.836 dell’anno precedente. Le domande di ammissione tornano così a superare la quota dei 20.672 posti messi a bando, offrendo un riscontro positivo in un contesto nazionale segnato da un forte fabbisogno strutturale di personale.

Tuttavia, l’aumento dell’affluenza ai test d’ingresso non risolve automaticamente la carenza di organico della sanità pubblica. Per evitare la dispersione di queste risorse, occorrono interventi in grado di rendere duratura l’attrattività del settore attraverso assunzioni stabili, trattamenti retributivi adeguati, valorizzazione delle competenze e percorsi di carriera definiti.

Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale UGL Salute, ha commentato il quadro relativo alle iscrizioni: “Abbiamo davanti una generazione che sta dimostrando di credere ancora nel valore sociale delle professioni sanitarie. È una risposta importante ai bisogni di salute del Paese e alle difficoltà che il sistema ha attraversato negli ultimi anni. Ora tocca alle istituzioni trasformare questo interesse in una prospettiva concreta. La crescita delle domande è una buona notizia; la vera sfida sarà fare in modo che chi sceglie una professione sanitaria possa costruire qui il proprio futuro, contribuendo al rafforzamento del nostro SSN”.