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Il fascino dell’Aspromonte: la Rocca del Drago tra i tesori nascosti

La Calabria è una terra straordinaria, capace di incantare chiunque la visiti grazie a un mosaico unico di bellezze naturali che si snodano tra coste incontaminate, fiumare maestose e rilievi montuosi dal fascino selvaggio. Risalendo dalla costa di Melito Porto Salvo verso il cuore dell’Aspromonte, ci si imbatte nel suggestivo borgo fantasma di Roghudi, un luogo sospeso nel tempo dove la natura e il mito si fondono in un abbraccio indissolubile. È proprio qui che la storia geologica incontra la memoria popolare attraverso monumenti naturali modellati dall’erosione nei secoli, come le Caldaie del Latte — sette strutture sferiche affioranti da un unico blocco friabile — e soprattutto la celebre Rocca del Drago, un’enorme roccia preistorica in cui l’azione degli agenti atmosferici ha scavato due solchi profondi, simili agli occhi di una creatura mostruosa.

La tradizione popolare di Roghudi vuole che in questo masso gigantesco abitasse un drago cieco, che utilizzava le vicine rocce a forma di groppe per nutrirsi. Nonostante la cecità, il mostro custodiva un favoloso tesoro, destinato a chi avesse avuto l’ardire di superare una tremenda prova di coraggio: il sacrificio di tre esseri viventi maschi, ovvero un capretto, un gatto completamente nero e un neonato. Per secoli nessuno osò tentare l’impresa, finché due uomini decisero di cogliere l’occasione offerta dalla nascita di un bambino malformato nel paese, rifiutato dalla famiglia e affidato loro affinché venisse allontanato. I due procurarono gli altri animali necessari e compirono i primi due sacrifici, ma al momento di uccidere il neonato si scatenò una tempesta devastante. Il vento furioso scagliò gli uomini contro le rocce, uccidendone uno e condannando il sopravvissuto a essere perseguitato dal demonio per il resto dei suoi giorni. Da quel momento, il terrore impedì a chiunque di sfidare nuovamente il guardiano della rocca.

Il legame profondo tra identità locale, storia e geologia che caratterizza luoghi spettacolari come l’Aspromonte sarà al centro di un importante evento nazionale. Il prossimo 6 e 7 ottobre 2026 si terrà infatti a Roma, presso la Società Geografica Italiana, la giornata di studi “Geoparchi, Parchi, Territori, Comunità”, organizzata da FICLU, SIGEA e SGI con il patrocinio del MASE e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. L’iniziativa punta a valorizzare la geodiversità non solo come patrimonio scientifico, ma come fondamentale risorsa culturale, educativa e di sviluppo turistico sostenibile per i territori. All’incontro parteciperà anche l’Aspromonte Geopark UNESCO con l’intervento dell’ingegner Sabrina Scalera, che illustrerà il valore dei geositi calabresi all’interno di un programma che prevederà tavole rotonde e, nella mattinata successiva, un percorso di geotrekking urbano tra i monumenti e le forme geologiche della Capitale.