La Calabria vanta un patrimonio naturale eccezionale, dove la ricchezza e la bellezza delle tante specie di uccelli che popolano i suoi cieli e i suoi bacini idrici rappresentano un elemento di altissimo valore ecologico. In questo contesto, l’altopiano della Sila si attesta come un punto di riferimento cruciale per la ricerca ornitologica e la salvaguardia ambientale.
Di recente, questa straordinaria biodiversità è stata protagonista al III° Convegno Nazionale “Sila Scienza”, organizzato a Cotronei dal Centro Studi KOS e dal Comune. Per la prima volta, gli studi sugli uccelli silani sono entrati ufficialmente nel programma scientifico dell’evento, focalizzato su ambiente, risorse idriche e sviluppo sostenibile secondo l’approccio integrato “One Health”.
Il Gruppo Locale di Conservazione Lipu Sila di San Giovanni in Fiore ha espresso un sentito ringraziamento al Centro Studi KOS e alla sua presidente, la Professoressa Domenica Taruscio, per l’invito a questa importante vetrina. Durante i lavori dedicati all’impatto dei cambiamenti climatici, il coordinatore del gruppo, Gianluca Congi, ha presentato un intervento molto apprezzato sul progetto U.MI.C., focalizzato sugli uccelli migratori del lago Cecita e realizzato in collaborazione con la Società Ornitologica Italiana.
La ricerca, che sarà pubblicata sulla rivista Gli Uccelli D’Italia, ha evidenziato dati rilevanti su diverse specie acquatiche che hanno raggiunto proprio in Sila le quote altitudinali più elevate mai registrate nel Paese per la riproduzione. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio promosso dal convegno, che ha visto la partecipazione di esperti del CNR e dell’Istituto Superiore di Sanità, e che mira a trasformare il territorio in un laboratorio permanente di tutela, annunciando progetti ambiziosi come la Sila Scienza International School e il riconoscimento del “Percorso Salute” di Trepidò.



