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Il suino Mangalica entra nel Libro genealogico italiano: dalla Calabria il contributo dell’allevatore Giovanni Carrozzino

Un importante traguardo per la zootecnia di qualità e la salvaguardia della biodiversità animale: la razza suina Mangalica entra ufficialmente nel sistema del Libro genealogico italiano. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, attraverso il decreto della Direzione generale dello sviluppo rurale (protocollo n. 0557549 del 13 ottobre 2026), ha istituito il programma genetico dedicato a questa razza, affidandone la gestione all’Associazione Nazionale Allevatori Suini (ANAS).

Il provvedimento, reso noto il 14 ottobre, offre ora agli allevatori la possibilità di registrare e certificare i propri riproduttori come animali di razza pura, garantendo una tracciabilità ufficiale e valorizzando il lavoro svolto sul territorio. Il programma gestito dall’ANAS punta alla certificazione e al riconoscimento degli esemplari, consentendo di qualificare le produzioni senza prevedere al momento interventi di selezione genetica o contributi pubblici dedicati.

La determinazione di Giovanni Carrozzino e il contributo calabrese

Dietro questo traguardo istituzionale risiede la perseveranza di piccoli agricoltori e pionieri che hanno scommesso su una filiera non convenzionale. Tra i primi a credere nelle potenzialità della Mangalica figura Giovanni Carrozzino, allevatore di Diamante, che ha introdotto in Calabria l’allevamento di questo suino di origine ungherese.

Affrontare l’allevamento della Mangalica richiede pazienza e dedizione: si tratta infatti di una razza rustica ad accrescimento lento, poco adatta ai ritmi della produzione intensiva ma ideale per i pascoli e la gestione estensiva. La scelta di Carrozzino dimostra come dall’iniziativa individuale e dalle realtà locali possano nascere percorsi virtuosi capaci di influenzare il panorama agroalimentare nazionale.

Le caratteristiche distintive della Mangalica: il “suino con la lana”

Originaria dell’Ungheria e risalente alla prima metà dell’Ottocento, la razza Mangalica nasce da incroci che videro il coinvolgimento dei suini serbi Šumadinka. Il suo tratto morfologico più evidente è la presenza di setole lunghe e ricce che ricordano il mantello di una pecora, declinato nelle varianti bionda, rossa e a ventre di rondine.

Dal punto di vista organolettico, le carni di Mangalica si distinguono per un’elevata presenza di lipidi intramuscolari e per una spiccata marezzatura. Come rilevato dalle ricerche del progetto europeo TREASURE nell’ambito di Horizon 2020, il grasso presenta una composizione favorevole, con una percentuale di acidi grassi monoinsaturi che può toccare il 56%. Tali proprietà rendono questa materia prima particolarmente idonea alla stagionatura e alla produzione artigianale di salumi di alta gamma.

Prospettive e opportunità per la suinicoltura locale

L’inserimento della Mangalica nel Libro genealogico rappresenta un elemento di interesse anche per la zootecnia calabrese, da sempre legata alle tradizioni norcine e alla tutela delle specie autoctone come il suino nero. L’introduzione e la valorizzazione della Mangalica si propongono come un’opportunità complementare per le aziende orientate all’allevamento estensivo, alla trasformazione di qualità e alla vendita diretta, confermando il ruolo della regione nella promozione della biodiversità.