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Agricoltori calabresi in protesta: Garofalo (Centro La Pira) attacca il silenzio dei media e la passività dei parlamentari

Esplode la polemica attorno alla mobilitazione degli agricoltori calabresi, da giorni in presidio sulle strade per difendere il comparto primario, il reddito e la dignità del lavoro della terra. A scagliarsi contro l’invisibilità mediatica della protesta è Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi “Giorgio La Pira” di Cassano All’Ionio, che punta il dito non solo sull’informazione nazionale, ma soprattutto sull’inerzia dei rappresentanti politici della regione a Roma.

“Un silenzio assordante e inaccettabile”

«Se i Tg nazionali non parlano come dovuto della sacrosanta protesta degli agricoltori calabresi, è anche colpa dei parlamentari calabresi», osserva con fermezza Garofalo. «Dovevano insorgere. Dovevano battere i pugni sul tavolo. Dovevano investire la Commissione di Vigilanza Rai per denunciare questo silenzio assordante».

Il presidente del Centro Studi sottolinea come il tema dell’agricoltura venga troppo spesso strumentalizzato a fini elettorali, per poi essere accantonato una volta chiuse le urne: «Non si può parlare di crisi dell’agricoltura solo quando fa comodo, quando c’è da raccogliere un voto nelle campagne. Non si può lasciare soli gli agricoltori che stanno presidiando le strade, che chiedono dignità, reddito giusto, difesa del Made in Italy, lotta alla concorrenza sleale e ai prezzi imposti dalla grande distribuzione».

Giustizia, non sussidi

Nel suo intervento, Garofalo ci tiene a precisare la natura delle rivendicazioni di chi manifesta: «Questi agricoltori non stanno chiedendo un sussidio. Stanno chiedendo giustizia. Stanno difendendo la terra di Calabria, che è lavoro, che è identità, che è futuro».

Una situazione che solleva interrogativi diretti sull’operato della pattuglia calabrese eletta in Parlamento, a prescindere dal colore politico. «Mi chiedo: a che servono i nostri rappresentanti a Roma se non riescono nemmeno a garantire il diritto all’informazione? A che serve avere deputati e senatori calabresi, di maggioranza e opposizione, se tacciono di fronte a un servizio pubblico che oscura la Calabria che soffre e che lotta?».

L’appello ai deputati e senatori calabresi

Secondo il presidente del Centro La Pira, la battaglia in corso valica i confini regionali per assumere un valore costituzionale e democratico: «La protesta degli agricoltori è una questione nazionale. È la protesta di chi tiene in piedi il Paese reale. Ignorarla è un’offesa alla democrazia».

L’intervento si chiude con un forte sollecito ad azioni concrete immediate: «Invito i parlamentari calabresi a farsi sentire, subito. In Vigilanza, in Aula, nelle commissioni. Perché il silenzio dei Tg nazionali è inaccettabile, ma ancor più inaccettabile è il silenzio di chi dovrebbe rappresentarci».