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Protesta autotrasportatori, la Calabria non si ferma: disattese le risposte di Salvini

Il tavolo istituzionale convocato presso la Prefettura di Milano non convince i rappresentanti del Mezzogiorno. Le rassicurazioni fornite dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, non sono bastate a placare il malcontento degli autotrasportatori calabresi, che hanno annunciato ufficialmente la volontà di proseguire la mobilitazione fino al 27 ottobre, data fissata per un nuovo confronto con il Governo.

Nonostante le aperture dell’esecutivo in materia di sblocco dei pagamenti e di nuove misure da strutturare, dai presidi allestiti sul territorio calabrese giunge una contestazione netta: le risorse annunciate rappresentano finanziamenti già previsti in precedenza e attesi da tempo, incapaci di alleggerire la pressione sui bilanci aziendali schiacciati dal caro carburante.

Le posizioni di Fedralog e l’attacco al ministero

La conferma del proseguimento del blocco è arrivata da Mario Pansini, coordinatore regionale di Fedralog, al termine del summit pomeridiano tra il Governo e le delegazioni del Sud. Pansini ha sottolineato come l’esito delle trattative non abbia mostrato veri passi in avanti, eccetto lo sblocco dei fondi pregressi e lo stanziamento di 60 milioni di euro aggiuntivi destinati alle mensilità di settembre e ottobre. Una somma ritenuta del tutto insufficiente una volta ripartita tra le singole imprese.

Parallelamente, dai microfoni della diretta condotta da Lino Polimeni per Articolo 21, è arrivata la dura presa di posizione di Enzo Laudari. L’autotrasportatore ha espresso profonda delusione per i risultati ottenuti, contestando la gestione della vertenza e la convocazione della trasferta in Lombardia. Laudari ha puntato il dito contro il ministro Salvini, accusando l’esecutivo di non aver fornito risposte adeguate a un comparto stremato dai costi gestionali e quotidiani, arrivando a evidenziare l’impatto negativo che l’attuale crisi sta esercitando sull’intero indotto economico e agricolo del Mezzogiorno.

Risorse statali e spaccatura tra i territori

Sul fronte governativo, il viceministro Edoardo Rixi ha illustrato lo sblocco di circa 480 milioni di euro legati alle istanze per il caro gasolio presentate fino ad agosto, prospettando un meccanismo di adeguamento automatico dei corrispettivi alle variazioni dei prezzi del carburante. Sebbene organizzazioni come Confartigianato abbiano accolto favorevolmente le linee guida prospettate, la delegazione calabrese ha ribadito che la mera erogazione di somme pregresse non costituisce un intervento strutturale.

L’esito del confronto ha evidenziato una spaccatura nella gestione della mobilitazione tra le varie regioni del Sud Italia:

  • Sicilia: Il Comitato trasportatori siciliani ha disposto la revoca del fermo dei servizi.

  • Puglia: Si registra un ridimensionamento parziale delle manifestazioni.

  • Campania e Calabria: Le rappresentanze locali mantengono i presidi attivi fino alla scadenza del 27 ottobre.

Attorno ai presidi calabresi, in particolare nelle aree del Vibonese tra Sant’Onofrio, Pizzo e Vazzano, la protesta ha registrato l’adesione e la solidarietà di altri comparti produttivi, tra cui agricoltori, pescatori e commercianti, che hanno chiuso le proprie attività a sostegno delle rivendicazioni della categoria.